Abbondanza nella crosta terrestre di alcuni fra i più importanti elementi chimici

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L’alluminio è l’elemento chimico più abbondantemente presente nella crosta terrestre, con 84.149 parti per milione, seguito dal ferro, con 52.157 ppm e il magnesio, con 28.104 ppm.

Minerali che sono indispensabili per la nostra economia, quali il rame, il piombo o il tungsteno hanno un’abbondanza rispettivamente pari a 27, 11 ed 1 ppm. Tra i più rari in assoluto troviamo l’oro, con 0,0013 ppm, il rutenio, con 0,00057 ppm ed infine l’iridio, con o,000037 ppm.

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La popolazione mondiale sarà sempre più urbanizzata

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Dal 1950 al 2010 abbiamo assistito alla crescente urbanizzazione della popolazione mondiale, culminata negli oltre 3.558 milioni di abitanti che vivono in città nel 2011 (pari al 52% del totale).

L’urbanizzazione della popolazione mondiale è destinata a crescere, soprattutto a causa del crescente contributo proveniente dai paesi non ancora completamente sviluppati, che stanno assistendo al fenomeno delle migrazioni di massa all’interno del proprio territorio, con milioni di contadini che sono costretti ad abbandonare le campagne a causa della meccanizzazione dell’agricoltura.

Stiamo però assitendo ad un graduale rallentamento del tasso di crescita dell’urbanizzazione (ora inferiore al 2%), destinato a toccare l’1% entro il 2050, cioè quando oltre i 2/3 dell’intera popolazione mondiale vivrà in città.

La Cina è il più grande consumatore al mondo di energia

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La Cina è il più grande consumatore di energia (primaria) al mondo, con 31.359 TWh di consumi nel 2011, ovvero il 21,3% di tutti i consumi energetici mondiali. Seguono gli Stati Uniti, con 27.232 TWh (ovvero il 18,5% del totale) e la Russia, con 8.228 TWh.

Tra i primi quindici paesi per consumi energetici troviamo sette emergenti (Cina, Russia, India, Brasile, Iran, Arabia Saudita e Messico) e otto paesi sviluppati (Stati Uniti, Giappone, Canada, Germania, Corea del Sud, Francia, Regno Unito e Italia), con i primi però, che hanno registrato una forte impennata nei consumi dell’ultimo decennio (dal 2001 al 2011), con la Cina che ha visto incrementarsi del 151% i propri consumi, l’India dell’88%, l’Arabia Saudita del 79%. Diminuiscono invece i consumi energetici di Giappone, Germania, Francia e Italia.

Esplode la produzione mondiale di pannelli a base di legno degli ultimi quarant’anni

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La produzione mondiale di pannelli a base di legno (“wood-based panels”) è aumentata di quasi undici volte dal 1961 al 2010, passando da 26,29 a 283,14 milioni di m3, registrando, solo nell’ultimo decennio, un incremento del 53%.

La regione che ha maggiormente contribuito al notevole incremento della produzione mondiale di pannelli a base di legno dell’ultimo decennio – pari a 97,60 milioni di m3 –, è stata l’Asia Orientale ed il Pacifico, con un aumento della produzione pari a 85,15 milioni di m3. Il notevole incremento proviene (in parte) dal boom di produzione di pannelli a base di legno made in China. La Cina è infatti il primo produttore mondiale di pannelli a base di legno,  con il 37% dell’intera produzione mondiale del 2010 (ovvero 104 milioni di m3 ).

Il tasso di partecipazione aumenta solamente nei paesi a reddito alto

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Il tasso di partecipazione – cioè il numero di occupati in rapporto a quanti potrebbero esserlo tra i 15 e i 64 anni – degli ultimi trent’anni è aumentato solamente nei paesi a reddito alto (ovvero con un reddito pro-capite sopra i 12.615 dollari l’anno).

I paesi a reddito basso (ovvero i più poveri in assoluto) presentano un tasso di occupazione molto alto, intorno all’80% (anche e soprattutto perché gran parte della popolazione è impiegata in agricoltura o nel piccolo commercio al minuto), seguiti da quelli a reddito medio-alto (tra cui la Cina) e a quelli a reddito alto. Rimane invece piuttosto basso il tasso di partecipazione dei paesi a reddito medio-basso (tra cui l’India).

Dove si trovano le ultime foreste vergine del pianeta

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Il 35% delle ultime foreste primarie del pianeta (che ricordiamo occupano solamente il 9% delle terre emerse) si trovano nell’America Latina e Caraibica (sede della più grande foresta vergine del mondo, l’Amazzonia), il 28% in Nord America (quasi tutte nel Canada, dato che le ultime foreste primarie degli USA si trovano ormai solo in Alaska) ed il 19% nell’Asia Settentrionale (soprattutto in Siberia, nella Russia Asiatica).

In Europa si trovano solamente il 3% delle foreste primarie del pianeta (quasi tutte nella parte europea della Russia o degli ex paesi sovietici), mentre l’Africa dispone dell’8% delle foreste vergini del pianeta (presenti ormai solo nel Congo e nella Repubblica Democratica del Congo).

I quattro BRIC crescono più rapidamente dei paesi sviluppati

Diapositiva10Il tasso di crescita del PIL dei sei principali paesi sviluppati (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e Italia) è quasi sempre stato più basso rispetto al tasso di crescita del PIL dei quattro BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), nel periodo che va dal 1970 al 2010.

A partire dagli anni Novanta, il tasso di crescita dei sei paesi sviluppati è sempre stato più basso di quello delle quattro principali economie emergenti.

Esplodono i consumi energetici degli ultimi vent’anni

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I consumi energetici (di energia primaria) dell’umanità si sono impennati, registrando un +51% negli ultimi vent’anni, raggiungendo la cifra record di 147.296 TWh nel 2011. La parte più consistente dell’incremento è però avvenuta a partire dal nuovo millennio, cioè da quando abbiamo assistito all’affermarsi delle economie emergenti (ed in particolar modo della Cina) sulla scena mondiale.

I paesi dell’Europa e dell’Eurasia, quelli di Asia e Pacifico e del Nord America sono i maggiori consumatori al mondo di energia.

Aumenta il tasso di convergenza tra i poverissimi e il Nord America

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Il tasso di convergenza tra i paesi a reddito basso (in prevalenza paesi africani, Haiti e qualche paese asiatico) e Canada e Stati Uniti, in termini di reddito pro-capite, è aumentato a partire dal nuovo millennio, fino a toccare il 12% del reddito pro-capite dei due ricchi paesi.

Una maggiore convergenza, significa che si sta ridistribuendo un po’ più di ricchezza e si è leggermente assottigliata la differenza tra due dei paesi più ricchi al mondo e i paesi più poveri in assoluto (siamo tornato ai livelli del 1979, quando ci fu il secondo shock petrolifero).