S’impenna la produzione mondiale di carne, in particolare di pollame

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Dal 1961 al 2010, secondo la FAO, la produzione di pollame (polli, tacchini, oche, eccetera) è aumentata di otto volte e mezzo, registrando quindi un vero e proprio aumento esponenziale, passando dalle 8,95 milioni di tonnellate del 1961 alle quasi 100 milioni di tonnellate del 2010. Sempre per lo stesso periodo, la produzione mondiale di bovini è aumentata di due volte e mezzo (con un aumento di circa il 30% della resa in carne per capo bovino), mentre quella di ovini e caprini è più che raddoppiata.

Il vertiginoso aumento della produzione di carne è dovuto all’aumento della popolazione e al cambiamento dello stile di vita di gran parte della popolazione e in particolare dell’Asia, dove l’aumento del reddito pro-capite ha portato alla sostituzione dei legumi con la carne nella dieta. L’aumento mondiale della carne ha provocato un vero e proprio boom nel prezzo di cereali e soia, con la conseguenza che è sempre più necessario disboscare nuove foreste (come l’Amazzonia) per far spazio ai campi di mais o soia.

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