L’appetito della Cina ha fatto esplodere il prezzo del rame negli ultimi dieci anni

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Dal 2002 al 2010, la domanda di rame è aumentata rapidamente a causa dell’appetito dell’economia cinese (che consuma un quarto del rame prodotto ogni anno), ma la produzione è aumentata di solamente 2.500 milioni di tonnellate (registrando un +18%), troppo poco per contenere l’aumento della domanda mondiale e questo ha portato ad un’esplosione del prezzo del rame, che ha registrato nel periodo considerato un aumento (in US$ costanti del 1998) del 268%.

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Il tantalio (uno dei due minerali che compongono il COLTAN) è la causa della terribile situazione in cui versa il Congo

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Il picco della produzione di tantalio è stato raggiunto nel 2004, quando ha raggiunto la cifra di 1.430 tonnellate, a cui è però seguito un declino, principalmente dovuto alla temporanea chiusura delle miniere di Wodgina e Greenbushes in Australia (chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio). Il prezzo di una tonnellata di tantalio ha superato i 500.000 dollari nel 2001.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Ruanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Tantalio e columbite sono meglio conosciuti come COLTAN, il famoso minerale responsabile della distruzione dell’habitat del gorilla in R.D. Congo, delle terribili condizioni di lavoro in cui i minatori sono costretti a lavorare e della guerra civile nella regione.c


[1] Chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio).

La Cina è il primo produttore mondiale di oltre la metà degli elementi chimici essenziali per la nostra economia

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La Cina domina la produzione mondiale di materie prime minerarie, è infatti il primo produttore per ben 28 di 52 elementi chimici essenziali per il funzionamento della nostra economia. Seguono l’Australia, essendo il primo produttore al mondo di 4 dei principali elementi chimici, seguita poi dalla Russia e dal Cile (primi produttori al mondo di 3 elementi chimici).

La stabilità dell’economia per i prossimi anni dipenderà anche e soprattutto dal comportamento della Cina, laddove una politica di chiusura del più grande produttore di minerali e metalli significherebbe un’impennata del prezzo degli input necessari a mantenere l’attuale stile di vita degli oltre sette miliardi di abitanti.

Mancano solamente tre decenni all’esaurimento del rame

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Delle 467.000 tonnellate di riserve accertate di rame, circa un terzo si trovano in Cile, che nel 2005 ha prodotto il 35% dell’intera produzione mondiale (soprattutto grazie ai giacimenti di La Escondida e Chuquicamata). Stati Uniti, Indonesia, Perù ed Australia seguono come maggiori produttori, ma con quote inferiori al 10% del totale.

Dal 2002 al 2010 la domanda di rame è aumentata rapidamente a causa dell’appetito dell’economia cinese (che consuma un quarto del rame prodotto ogni anno), ma la produzione è aumentata di “solo” 2.500 milioni di tonnellate (registrando un +18%), contro un aumento del prezzo (in US$ costanti del 1998) del 268%, segno inequivocabile del fatto che negli ultimi dieci anni la domanda è cresciuta più rapidamente dell’offerta.

Se dividiamo il totale delle riserve accertate al 2005 con la produzione di rame del 2010, otteniamo il numero degli anni che ci vorranno (ipotizzando che le variazioni future di produzione e riserve rimangono costanti) ad esaurire le riserve mondiali di rame: 29.

Il rame può però essere riciclato abbastanza facilmente ed inoltre ancorché riutilizzato, il prezioso metallo non diminuisce le proprie caratteristiche di duttilità e conducibilità elettrica. Riciclare il rame è conveniente (occorre circa un sesto dell’energia necessaria per la produzione primaria), motivo per cui circa l’80% di tutto il rame estratto è ancora in uso nella nostra economia. Oltre all’argento (troppo caro), l’alluminio può essere considerato un sostituto del rame, anche se di qualità inferiore.

Rimane però il fatto che tra circa tre decenni avremo probabilmente estratto tutto il rame e questo creerà non pochi problemi alla nostra economia, che si potrebbe considerare fondata sui circuiti elettrici in rame.

La Cina domina la produzione mondiale di materie prime minerarie

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La Cina è il più grande produttore al mondo di materie prime minerarie, con una produzione pari a 489 milioni di tonnellate nel 2009 – ovvero il 24% del totale. Il dragone cinese detiene una quota pari al 25% della produzione mondiale di minerali ferrosi (come ad esempio ferro, manganese o cromo), del 19% di quelli non ferrosi (come ad esempio bauxite, rame o piombo), del 24% di quelli industriali (come ad esempio sale, gesso o zolfo) e del 13% di quelli preziosi (come ad esempio oro, argento o platino).

Al secondo posto troviamo l’Australia, con una produzione pari a 339 milioni di tonnellate di minerali e metalli (ed il 28% del totale di minerali non ferrosi). Seguono poi Brasile, India, Stati Uniti e Russia, rispettivamente con 235, 193, 110 ed 86 milioni di tonnellate di produzione di minerali e metalli.

La Germania è l’unico paesi dell’Unione Europea fra i primi quindic i produttori al mondo di materie prime minerarie e si trova all’undicesimo posto (dietro l’Iran), con 32 milioni di tonnellate, tutte provenienti dai minerali industriali.

Per quali elementi chimici nei prossimi anni è maggiore il rischio di interruzione della fornitura?

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Secondo l’indice Risk List 2011, elaborato dal British Geological Survey, antimonio, metalli del gruppo del platino e mercurio sono i composti chimici più a rischio di interruzione della fornitura nei prossimi anni (a causa della concentrazione della produzione in pochi paesi monopolisti e/o molto spesso instabili e/o a causa dell’esaurimento del prezioso elemento chimico), seguiti da tungsteno, terre rare, niobio e stronzio.

Dei sette metalli considerati, soltanto i metalli del gruppo del platino e il niobio non vedono la Cina come primo produttore. Titanio, alluminio, cromo, ferro e zolfo, sono invece i metalli per cui sussiste il minor rischio di fornitura per i prossimi anni. La Cina domina la produzione dei minerali e dei metalli del nostro pianeta.

Il ferro è la materia prima mineraria più richiesta dalla nostra economia

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Il ferro è la materia prima mineraria più richiesta da parte dell’economia mondiale, che nel 2009 ne ha dovuto produrne 1.125,47 milioni di tonnellate. Tra i metalli ferrosi, l’altro seguono la manganese e il cromo, rispettivamente con una produzione pari a 11,86 e 8 milioni di tonnellate.

Tra i metalli non ferrosi è la bauxite al primo posto nella produzione mondiale, con 18,49 milioni di tonnellate, seguita da alluminio, con 3,71 milioni di tonnellate ed il rame (1,56 milioni di tonnellate). E’ invece il sale al primo posto tra i minerali industriali, seguito dal gesso e lo zolfo, rispettivamente con una produzione mondiale pari a 25,73, 13,66 e 5,93 milioni di tonnellate.

L’argento è il principale metallo prezioso (con molte applicazioni industriali), con una produzione di 22.100 tonnellate, seguito dall’oro (con 2.419 tonnellate) e il palladio (188 tonnellate).

seguito poi da sale, bauxite, gesso e zolfo, rispettivamente con una produzione pari a 257, 185, 137 e 59 milioni di tonnellate.

Abbondanza nella crosta terrestre di alcuni fra i più importanti elementi chimici

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L’alluminio è l’elemento chimico più abbondantemente presente nella crosta terrestre, con 84.149 parti per milione, seguito dal ferro, con 52.157 ppm e il magnesio, con 28.104 ppm.

Minerali che sono indispensabili per la nostra economia, quali il rame, il piombo o il tungsteno hanno un’abbondanza rispettivamente pari a 27, 11 ed 1 ppm. Tra i più rari in assoluto troviamo l’oro, con 0,0013 ppm, il rutenio, con 0,00057 ppm ed infine l’iridio, con o,000037 ppm.

Il 61% della produzione mondiale di materie prime minerarie è comunque a rischio

Diapositiva1Il 61% della produzione mondiale di materie prime minerarie del 2011 è avvenuta in paesi la cui situazione politica è critica o estremamente critica.

Questo espone l’economia mondiale a significativi rischi di interruzione della fornitura dei preziosi minerali e metalli, necessari a mantenere l’attuale stile di vita degli oltre 7 miliardi di persone.