Europa, Nord America e paesi ex-URSS rappresentano solamente il 18% della popolazione mondiale

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Dal 1960 al 2010, la popolazione mondiale è più che raddoppiata, passando da 3.027 milioni a 6.841 milioni (ma già 7 miliardi a metà 2011), registrando nei cinquant’anni considerati un aumento del 126%.

L’Asia Meridionale (India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, eccetera) pesa per il 23% dell’intera popolazione mondiale, mentre la sola Cina per il 20%. Gli altri paesi dell’Asia Orientale e del Pacifico (Giappone, Indonesia, Filippine, Australia, eccetera) rappresentano il 13% del totale, l’Africa Sub-Sahariana il 12%, l’Europa il 9% come l’America Latina e Caraibica, mentre i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa il 6%, il Nord America il 5% ed infine i paesi dell’ex Unione Sovietica il 4%.

Nel 1985 (a metà dei cinquant’anni considerati), era la Cina la regione più popolata(pesava per il 22%), contro il 21% dell’Asia Meridionale. Anche l’Europa (11%) e i paesi dell’ex-URSS (6%) pesavano di più, mentre c’è stata una vera e propria esplosione demografica in Africa Sub-Shariana, passata da una quota pari al 9%  all’attuale 12% della popolazione mondiale.


[1] Per i numeri imponenti la Cina viene considerata una regione a sé.

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