Ecco dove si trovano le diossine

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Le diossine hanno un elevato peso molecolare (motivo per cui tendono ad accumularsi nel terreno) e sono una sostanza liofila (ovvero solubile nei grassi). Insieme ad altri dodici inquinanti chimici, le diossine (PCB in testa) sono detti “inquinati organici persistenti”, perché resistono alla degradazione biologica naturale accumulandosi nei tessuti e negli organi degli organismi viventi. Sono quindi composti che di bio-accumulano nell’ambiente, risalendo la catena alimentare (si accumulano maggiormente nei tessuti e negli organi degli animali rispetto a quelli dei vegetali). La contaminazione di diossine è massima in cima alla piramide della catena alimentare: foche, balene, orsi polari, orche, ma anche predatori come l’aquila, rischiano l’estinzione anche a causa di alcune diossine, in particolare PCB. La contaminazione nell’uomo avviene prevalentemente tramite l’alimentazione.

Il pesce di acqua dolce (negli Stati Uniti) è l’alimento che apporta il maggior quantitativo di diossine per chilogrammo (1,73 ng/kg TEQ), seguito dal burro (1,12 ng/kg), mentre una dieta vegana (0,09 ng/kg) rappresenterebbe il modo migliore per limitare al massimo la contaminazione di diossine nel proprio corpo.

Il TCDD (2,3,7,8-Tetraclorodibenzo-P-diossina) è la più nota e fra le più pericolose delle diossine e l’emivita (ovvero il numero di anni che rimane nell’organismo) nell’uomo varia dai 5,8 agli 11,3 anni, a seconda del metabolismo e di altre caratteristiche peculiari dell’individuo (Olson, J. R. 1994. Pharmacokinetics of dioxin and related chemicals. In Dioxins and Health. A. Schecter, ed. New York, NY: Plenum Press. p. 163-167).

 

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La produzione di alimenti di origine vegetale è aumentata del 21% nell’ultimo decennio

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Il totale della produzione primaria (di prodotti allo stato grezzo) di prodotti di origine vegetale per il 2010 è stata pari a 6,93 miliardi di tonnellate, in leggera flessione dal massimo di 7,06 miliardi del 2008, ma in aumento del 21% rispetto al 2000.

Il 35% della produzione vegetale è rappresentato dai cereali, la cui produzione è aumenta del 18% dal 2000 al 2010, il 28% da canna da zucchero e barbabietole da zucchero (+27% della produzione dal 2000 al 2010), il 23% da frutta e verdura (+26% dal 2000 al 2010). Frutta secca (+81%) e colture oleaginose – fra cui troviamo la soia, la palma da olio, le olive, la colza – (+53%) sono le colture che hanno registrato il maggior incremento della produzione nel primo decennio del nuovo millennio.