Emissioni di protossido di azoto da parte del settore agricolo: la Cina è il primo inquinatore

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La Cina è il paese che ha contribuito maggiormente alle emissioni di protossido di azoto (un importante gas serra) nell’ambiente da parte del settore agricolo, con emissioni pari a 347 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 nel 2005. Seguono gli Stati Uniti, il Brasile e l’India, ovvero quattro grandi paesi agricoli. La Francia è l’unico paese europeo presente nella lista.

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La carne viene esportata dalle Americhe per andare a colmare il deficit asiatico

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Sud America (con 7,3 milioni di tonnellate e grandi produttori come Brasile e Argentina), Nord America (con 5,6 milioni di tonnellate e grandi produttori come USA e Canada), Europa Occidentale (con 2,6 milioni di tonnellate e grandi produttori come la Francia) ed Oceania (con 2,3 milioni di tonnellate e grandi produttori come Australia e Nuova Zelanda) sono i maggiori esportatori netti di carne al mondo, mentre Asia Orientale (la regione che consuma più carne al mondo, con paesi come Cina e Giappone ha dovuto importare 4,95 milioni di tonnellate di carne, pari al 6% del fabbisogno interno), Europa Orientale (con 3,2 milioni di tonnellate di carne importata, pari al 17% dei consumi interni), ed Asia Occidentale (con 1,8 milioni di tonnellate di carne importata, pari ad 1/4 del fabbisogno interno) sono le regioni in deficit di produzione di carne.

L’Oceania ha un surplus di produzione pari al 74% del proprio consumo, il Sud America pari al 24%, il Nord America pari al 14%, mentre l’Europa Occidentale pari al 16%. I paesi dell’Africa Centrale e dell’America Caraibica sono quelli con il maggior deficit di produzione di carne (intorno al 30% dei consumi interni).

Gli USA il paese più indebitato all’estero, il Giappone il più grande creditore internazionale

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Considerando i flussi monetari internazionali, gli Stati Uniti sono il paese con il maggior indebitamento netto con l’estero, pari a 3.072 miliardi di dollari (nel 2010 gli USA avevano un totale di attività all’estero pari a 15.284 miliardi di dollari e un totale di passività con l’estero pari a 18.356 miliardi di dollari). Seguono Spagna, Australia, Brasile e Italia.

Il Giappone è invece il più grande creditore internazionale, con una posizione netta con l’estero positiva per 3.010 miliardi di dollari (6.759 miliardi di attività con l’estero contro 3.748 miliardi di dollari di passività). Il Giappone è un creditore netto con l’estero nonostante l’alto debito pubblico (oltre il 220% del PIL), ma questo dipende dal fatto che il proprio debito è detenuto da risparmiatori locali. Seguono Cina, Germania e Arabia Saudita.

Gli Stati Uniti sono il più grande investitore all’estero, con attività pari a 15.284 miliardi di dollari, seguito dal Regno Unito, con 10.943 miliardi di dollari e la Germania, con 7.323 miliardi di dollari. Dal 2000, i paesi emergenti con un alto tasso di risparmio (Cina ed altri paesi asiatici, ma anche esportatori di petrolio) hanno accresciuto i propri investimenti esteri ad una velocità doppia rispetto ai paesi sviluppati.

Deficit e surplus di spazio da destinare alla produzione di legname e alla pesca

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Il Brasile ha le maggiori riserve al mondo di legname (pari a 1.283 milioni di ettari di foreste), ed è seguito da Russia, Canada, Stati Uniti e Bolivia, mentre è l’India il paese con il più grande deficit di legname (nel 2008 ha avuto bisogno dell’equivalente di 112 milioni di ettari di foreste al di fuori del proprio confine per sopperire ai consumi interni), ed è seguita da Etiopia, Nigeria e Regno Unito.

La Russia ha invece la più grande riserva al mondo di area biologicamente riproduttiva destinata alla pesca, con 141 milioni di ettari oltre il proprio fabbisogno interno, seguono Canada e USA. E’ invece la Cina il paese con il più grande deficit di spazio bioproduttivo da destinare alla pesca (41 milioni di ettari), ed è seguita dal Giappone, la Thailandia e le Filippine.

Esplode la produzione di gomma naturale negli ultimi 10 anni, più contenuta quella del tabacco

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Dal 2000 al 2010 si è impennata la produzione mondiale di gomma naturale (prodotta per il 75% dai paesi del Sud-Est asiatico), che è passata da 6,94 milioni di tonnellate a 10,53, registrando un aumento del 52%.

Più lieve l’aumento della produzione mondiale di tabacco nei 10 anni considerati (+6,5%). La Cina è il primo produttore al mondo di tabacco –  con 3 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 42%), seguita da Brasile (con una produzione di 781 mila tonnellate) ed India (con 756 mila tonnellate).

La maggior produzione di tantalio (COLTAN) avviene in Africa, ma le maggiori riserve si trovano in Brasile

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La columbite-tantalite (meglio conosciuto come COLTAN) è il minerale di estrazione primario del tatalio.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Le maggiori riserve di tantalio si trovano in Brasile, dove si stima ce ne siano più di 87.000 tonnellate (pari al 57% del totale mondiale), mentre al secondo posto troviamo l’Australia, con 40.560 tonnellate di riserve di tantalio (pari al 27%), seguite dai paesi africani, con 15.600 tonnellate, ovvero il 10,2% del totale

La Cina ha un enorme deficit di terreni agricoli e da dedicare all’allevamento

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Gli Stati Uniti sono il paese al mondo con le più grandi riserve al mondo di terreno agricolo, con 134 milioni di ettari di surplus, mentre la Cina è il paese con il maggior deficit di terra da coltivare: nel 2008 ha avuto bisogno di ben 201 milioni di ettari al di fuori dei propri confini. Tra i paesi con il maggiore surplus di terreni agricoli seguono l’Argentina, il Brasile e il Canada, mentre tra i paesi con il maggior deficit seguono Giappone, Messico e Corea del Sud.

L’Australia ha il maggior surplus nell’allevamento (109 milioni di ettari), mentre Regno Unito e Cina (con 22 e 21 milioni di ettari) il deficit maggiore.

Gli ultimi 30 anni hanno registrato l’esplosione del credito bancario delle economie mature

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Nei paesi sviluppati (ad alto reddito come USA ed Europa, cioé quelli della linea blu) il credito bancario è molto sviluppato rispetto all’economia (oltre il 200% del PIL nel 2010) e negli ultimi 30 anni è raddoppiata la percentuale  rispetto al PIL (che a sua volta è aumentato del 119% dal 1980 al 2010).

Si può notare un notevole incremento del credito bancario anche nei paesi a reddito medio-alto (quelli con la linea rossa), che hanno visto raddoppiare il credito bancario, passato dal 50% al 100% del proprio PIL negli ultimi 30 anni (tra questi paesi troviamo paesi come la Cina o il Brasile). Più scarsa l’incidenza del credito bancario nelle economie dei paesi più poveri.

Ecco quali sono, pro-quota, i paesi responsabili del riscaldamento globale a partire dal 1751

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Gli Stati Uniti sono il paese che ha maggiormente contribuito alle emissioni di CO2 dal 1751 (periodo in cui iniziò la Rivoluzione Industriale) al 2010, avendo rilasciato nell’atmosfera l’impressionante quantità di 355,61 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (pari al 27,32% del totale da sempre).

Al secondo posto troviamo i paesi dell’ex Unione Sovietica (Russia in primis), che hanno sprigionato in 259 anni 161,03 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, seguititi da Cina e Germania (rispettivamente 132,40 e 84,07 miliardi di tonnellate di CO2).

Tra i primi 20 paesi per emissioni di CO2, quelli che hanno maggiormente contribuito al riscaldamento globale negli ultimi vent’anni sono Cina (il 68% delle emissioni dal 1990 al 2010), India, Messico, Corea del Sud, Iran e Brasile (con addirittura l’88% delle proprie emissioni di anidride carbonica emesse negli ultimi vent’anni). Si tratta delle economie emergenti.

 

 

Ecco la lista dei 20 maggiori produttori di petrolio al mondo

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L’Arabia Saudita è il principale produttore al mondo di petrolio, con 4.074 milioni di barili di produzione nel 2011 (ovvero il 13,4% del totale), seguita dalla Russia, con 3.752 milioni di barili di produzione, gli Stati Uniti, con 2.862 milioni di barili prodotti e l’Iran, con 1.577 milioni di barili prodotti nel 2011.

Fra i 20 maggiori produttori di petrolio al mondo, i paesi che nell’ultimo decennio hanno maggiormente aumentato la propria produzione troviamo Angola (+135%), Qatar (+129%), Kazakistan (+112%) e Brasile (+64%). Regno Unito (-56%), Norvegia (-40%), Indonesia (-32%), Messico (-18%) e Venezuela (-13%) hanno invece diminuito la propria produzione di petrolio dal 2001 al 2011.