Ecco quali sono i paesi con il maggior indebitamento totale (delle famiglie, delle imprese, delle banche e del settore pubblico)

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Considerando l’indebitamento totale, vediamo che Giappone e Regno Unito sono ai primi posti, con percentuali pari ad oltre il 500% del proprio PIL.

I primi dieci paesi per indebitamento totale sono tutti paesi sviluppati, mentre i primi quattro paesi emergenti (i BRIC) hanno percentuali di indebitamento di gran lunga inferiori (dal 159% della Cina al 71% della Russia).

Australia e Regno Unito sono i paesi ad avere il maggior indebitamento delle famiglie (rispettivamente 105% e 98%), mentre Spagna e Francia sono i paesi con le imprese maggiormente indebitate (rispettivamente 134% e 111%). Nel Regno Unito il debito del settore finanziario vale il 219% dell’intera economia britannica, mentre sul debito pubblico ai primi posti ci sono Giappone (226% del PIL) ed Italia (111%).

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Mentre nei paesi ricchi si risparmia sempre meno, è boom nei paesi emergenti

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I quattro BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) sono i più grandi risparmiatori al mondo, con oltre il 40% del proprio reddito risparmiato nel 2010. A partire dagli anni duemila, quelli dell’ingresso della Cina nell’OMC (nel 2001 il dragone cinese è entrato a far parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio), abbiamo assistito ad una repentina crescita della percentuale di reddito risparmiato dei quattro paesi emergenti, passata da poco meno del 30% ad oltre il 40% in soli dieci anni.

Gli ultimi trent’anni hanno portato ad una generale flessione dei risparmi dei paesi sviluppati, anche se con alcune differenze. Il Giappone rimane ancora il paese che risparmia di più – fra quelli avanzati – con tassi di risparmio intorno al 25%, mentre gli USA e le quattro principali economie dell’Europa (Germania, Francia, Regno Unito e Italia), sono al di sotto del 20%, con gli Stati Uniti d’America che nel 2010 hanno risparmiato poco più del 10% del proprio reddito.

La globalizzazione e la delocalizzazione dell’industria nei paesi emergenti

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Dal 1970 al 2010 abbiamo assistito ad una generale diminuzione del peso percentuale dell’industria nelle economie dei principali paesi sviluppati (passato dal 35%-45% del 1970 a valori intorno al 20-25% del 2010). Fra i paesi sviluppati, gli Stati Uniti sono il paese in cui il settore secondario pesa meno, seguito dai quattro paesi più importanti d’Europa (Germania, Francia, Regno Unito e Italia) e il Giappone.

Diversamente, i quattro BRIC (Brasile, India, Russia e Cina), hanno registrato un incremento dell’industria nella propria economia negli ultimi decdenni, passata dal 35% circa del PIL del 1970 al 40% circa del 2010.

La diminuzione del peso percentuale del settore industriale nei paesi sviluppati testimonia ciò che è accaduto negli ultimi anni a causa della globalizzazione, ovvero la deindustrializzazione dei paesi ricchi e lo spostamento delle produzioni manifatturiere più inquinanti o dove la manodopera incide di più nei paesi emergenti, dove esiste una legislazione ambientale e di protezione dei diritti dei lavoratori molto più blanda.

 

 

I quattro BRIC crescono più rapidamente dei paesi sviluppati

Diapositiva10Il tasso di crescita del PIL dei sei principali paesi sviluppati (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e Italia) è quasi sempre stato più basso rispetto al tasso di crescita del PIL dei quattro BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), nel periodo che va dal 1970 al 2010.

A partire dagli anni Novanta, il tasso di crescita dei sei paesi sviluppati è sempre stato più basso di quello delle quattro principali economie emergenti.

Vola la produzione agricola dei quattro BRIC

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Il valore aggiunto (ovvero la parte di PIL) proveniente dal settore primario dei quattro paesi emergenti più importanti (Brasile, Russia, India e Cina) ha registrato un vero e proprio boom negli ultimi quarant’anni, passando dai 100 milioni di dollari (costanti del 2005) del 1970 ai 600 milioni di dollari del 2010. Il valore aggiunto agricolo si è letteralmente impennato negli ultimi dieci anni.

Cala invece il valore aggiunto proveniente dall’agricoltura per i paesi più ricchi (USA, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e Italia).

Questo fenomeno è dovuto alle grandi estensioni di terra dei quattro BRIC e al fatto che questi paesi stanno implementando sempre più le pratiche dell’agricoltura industriale.