A cosa serve il petrolio: utilizzo finale del greggio

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Il 54% del petrolio consumato globalmente nel 2008 è stato destinato al settore dei trasporti, con il trasporto su gomma (automobili, veicoli commerciali e a due ruote) che pesa per il 76% del totale del petrolio consumato dal settore dei trasporti. A trainare la domanda di petrolio nel settore dei trasporti su strada ci sono automobili e veicoli commerciali. Secondo l’Opec, nel 2008 erano presenti sul nostro pianeta 841 milioni di automobili e 176 milioni di veicoli commerciali, prevalentemente nei paesi sviluppati (OCSE), che detenevano il 69% delle automobili ed il 53% dei veicoli commerciali. Nel 2035, sempre secondo l’Opec, ci saranno nel mondo 441 milioni di veicoli commerciali e 1.660 milioni di automobili, ma “solamente” il 31% dei veicoli commerciali ed il 43% delle automobili saranno nei paesi sviluppati (OCSE). E’ chiaro quindi che il grosso della domanda futura di petrolio proverrà dai paesi in via di sviluppo. L’aviazione (trasporto aereo di merci e passeggeri) assorbe il 6,2% del petrolio consumato mondialmente, il trasporto via mare il 4,5% e il trasporto ferroviario e nelle acqua interne il 2,2%.

La domanda di petrolio del settore petrolchimico (produzione di plastica, fibre sintetiche, gomma sintetica, detergenti, colori, adesivi, insetticidi, prodotti farmaceutici, eccetera) pesa per il 10% dei consumi mondiali del 2008, ed è prevalentemente diretti ai paesi sviluppati, ma anche in questo caso, si prevede che nei prossimi anni, la maggior parte della domanda di petrolio destinata al settore petrolchimico proverrà dai paesi in via di sviluppo, con i paesi OCSE che nel 2035 peseranno per il 44% dei consumi di petrolio del petrolchimico (dal 65% del 2008).

Il 17% del petrolio consumato globalmente viene utilizzato come combustibile per una serie di attività industriali (la produzione di vetro, ceramica, cemento, ferro, acciaio, le produzioni del settore delle costruzioni, del settore minerario, eccetera). Nei paesi sviluppati, l’utilizzo del petrolio da parte di queste industrie è stato gradualmente sostituito (a partire dagli shock petroliferi degli anni Settanta) con il gas naturale e nel 2008, i 2/3 del petrolio consumato a per questo tipo di attività industriali era diretto ai paesi non-OCSE.

Il settore residenziale, commerciale e dei servizi pubblici, agricolo, forestale e della pesca rappresenta l’11% dei consumi del 2008 di petrolio, mentre la produzione di energia elettrica pesa per il 7% dei consumi totali. L’utilizzo del petrolio per produrre energia elettrica ha subito un brusco calo in tutti i paesi che devono ricorrere alle importazioni dall’estero dopo gli alti prezzi degli anni Settanta ed il suo utilizzo futuro, secondo l’Opec, è previsto in calo del 10% dal 2008 al 2035.

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La maggior parte del legname è destinato a diventare combustibile

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Il tondame (detto “roundwood”) è la materia prima alla base dell’industria del legno e proviene dal taglio o l’attività di recuperato di tronchi d’albero (tondame), la cui provenienza è l’attività della selvicoltura (gestione di una superficie forestale per lo sfruttamento del legno) o il taglio di foreste (spesso primarie).

Il tondame può poi essere utilizzato come combustibile (legna da ardere, cippato, carbone di legna, eccetera) o ad uso industriale. La produzione mondiale di tondame del 2010 è stata pari a 3.405 milioni di m3, in aumento del 3,46% rispetto al 2009.

La maggior parte del tondame è destinato a diventare combustibile (nel 2010 1.868 milioni di m3, ovvero il 55% del totale), mentre dei 1.537 milioni di m3 destinati ad uso industriale, la maggior parte – nel 2006, il 60% secondo la FAO è destinato alla produzione di legname segato (“sawnwood”) e pannelli a base di legno (“wood based panels”) -, mentre la parte restante verrà utilizzata per fare pasta di legno, necessaria per la produzione di carta e pannelli di carta.

L’India è il primo consumatore al mondo di tondame ad uso combustibile, mentre gli Stati Uniti sono il primo consumatore al mondo di tondame ad uso industriale. La Cina è invece il primo consumatore al mondo di pannelli a base di legno (rappresenta il 34% dei consumi mondiali del 2010).

La produzione di legno come combustibile è legata all’aumento demografico dei paesi più poveri

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La produzione di tondame ad uso combustibile dal 1961 al 2010 è stata costante ed ha seguito un trend crescente, registrando un aumento del 25%.

Il 54% del legno utilizzato come combustibile viene prodotto da Africa, Medio Oriente ed Asia Meridionale, regioni in prevalenza sottosviluppate. Nel 2010, il primo produttore di tondame ad uso combustibile era l’India, con una produzione pari a 309 milioni di m3, seguita da altre due paesi molto popolati, Cina e Brasile, rispettivamente con una produzione pari a 189 e 143 milioni di m3.

Per il 2010, il maggior importatore di legno utilizzato come combustibile è stata l’Italia, con 952 mila m3, mentre il maggior esportatore è stata la Lettonia (1.329 mila m3).


[1] In tutto il capitolo sul legname, i dati sui singoli paesi produttori, importatori ed esportatori di prodotti forestali provengono dal Forest Product Yearbook 2010, realizzato dalla FAO.