Petrolio, carbone e gas naturale pesano per l’87% dell’energia prodotta mondialmente

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Il petrolio rappresenta la principale fonte energetica primaria e nel 2011 ha prodotto il 33% dal totale dell’energia consumata sul nostro pianeta. Al secondo posto c’è il carbone, che nel 2011 ha prodotto il 30% di tutta l’energia prodotta globalmente, poi il gas naturale, con una quota pari al 24% del totale, l’energia proveniente da fonti rinnovabili, con il 6% del totale proveniente dall’idroelettrico ed il 2% da altre fonti rinnovabili (eolico, solare e fotovoltaico, geotermico, biomasse ed altro), ed infine il 5% del totale proveniente dal nucleare.

Da notare, che i tre combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale), rappresentano l’87% della produzione energetica mondiale.

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La temperatura media dell’atmosfera del nostro pianeta sta aumentando a causa dell’attività antropica

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A partire dalla fine del XIX secolo la temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani è iniziata ad aumentare. Dall’inizio del XX secolo ad ora, la temperatura media del nostro pianeta è già aumentata di 0,8°C, con la maggior parte dell’aumento (0,6°C) che è avvenuto dal 1980 ad oggi, secondo l’America’s Climate Choices. Considerando gli scostamenti dalla temperatura media registrata fra il 1951 ed il 1980, dal Grafico si nota bene come dal 1980 in poi, secondo la NASA, ci siano stati solamente scostamenti sopra la media, è infatti immediato notare il trend crescente.

Se il processo di riscaldamento del nostro pianeta (attualmente in atto e in una fase di accelerazione) è un dato di fatto, ci si interroga sulle cause di tale processo, che porterà a cambiamenti irreversibili del clima, delle precipitazioni piovose, delle correnti d’aria, dei fenomeni estremi (siccità, inondazioni, eccetera). La comunità scientifica è d’accordo praticamente all’unanimità nel far ricadere le cause di tutto questo ad attività antropiche (le probabilità sarebbero il 95%), in particolare a tutte quelle attività che aumentano la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, derivanti dalla pratica della deforestazione (per fare spazio a campi da coltivare), dall’utilizzo di combustibili di origine fossile (ad esempio per produrre energia elettrica, per riscaldarsi o come fonte di energia per i trasporti) e dall’industria del cemento. 

 

Il forte incremento di emissioni di CO2 nell’atmosfera

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La maggior parte dell’anidride carbonica – il principale gas serra responsabile dell’aumento dell’effetto serra – emessa nell’atmsofera proviene dall’utilizzo dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) per produrre energia e dall’industria delle costruzioni, mentre un’altra parte proviene dalle pratiche di deforestazione (ricordiamo che gli organismi vegetali, in quanto autotrofi, sono in grado di produrre i loro composti organici usando il biossido di carbonio proveniente dall’acqua o dall’aria attraverso una fonte di energia esterna: le radiazioni solari, attraverso il processo di fotosintesi con cui viene rilasciato ossigeno nell’atmosfera.

La quantità di CO2 effettivamente rilasciata nell’atmosfera varia di anno in anno per i cicli legati alla respirazione e alla fotosintesi (fenomeno accentuato nelle regioni più vicine ai poli rispetto all’equatore, ed in particolare nell’emisfero Settentrionale dove ci sono più terre emerse,  per via della presenza di stagioni calde e fredde) e per la differente capacità di trattenere CO2 da parte di mari ed oceani.

Al di là delle variazioni di anno in anno, è immediato notare il significativo aumento delle emissioni nette di anidride carbonica che ogni anno si vanno ad accumulare nell’atmosfera. Questo è una delle principali cause del riscaldamento del pianeta.

 

 

 

Il petrolio è la principale fonte energetica dei paesi ricchi

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Il petrolio è la principale fonte di produzione energetica nei paesi OCSE (in prevalenza paesi sviluppati, con l’aggiunta di Messico, Ungheria e Turchia), con il 38% del totale dell’energia prodotta, seguita dal gas naturale, con il 25%, il carbone, con il 20%, il nucleare con il 9%, l’idroelettrico con il 6% e infine le altre fonti rinnovabili (geotermico, eolico, solare, biocarburanti, eccetera), con il 2%.

Per i paesi sviluppati i combustibili fossili rappresentano l’83% della produzione energetica, ovvero quattro punti percentuali meno della media mondiale (pari all’87%).