La Cina è il paese che esporta più tecnologia, davanti alla Germania e gli USA

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I numeri della Cina emergono anche dall’export di tecnologia (ovvero prodotti con alta intensità di ricerca e sviluppo: quali quelli dell’industria aerospaziale, dei computers, della farmaceutica, o strumenti scientifici e macchine elettriche. I dati di America Latina e Caraibica si riferiscono al 2008, mentre quelli di Africa e Medio Oriente al 2007. Per tigri asiatiche si considerano oltre alle classiche 4 anche le “tigri minori”, ovvero Thailandia, Filippine, Indonesia e Malaysia): 348 miliardi di dollari nel 2009, portando la Cina ad essere il primo paese per questo indicatore (davanti alla Germania con 143 miliardi di dollari di export di tecnologia e gli USA con 141 miliardi di dollari).

A livello di macro-aree, è invece l’Europa (intesa come Unione Europea, Norvegia e Svizzera) quella che ha esportato più tecnologia nel 2009 (558 miliardi). Dopo la Cina, al terzo posto troviamo i paesi del Sud-Est asiatico delle “tigri” (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) insieme a quelli delle così dette “tigri minori”, che insieme hanno contribuito ad un export di tecnologia pari ad un valore di 310 miliardi di dollari.

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La maggior produzione di tantalio (COLTAN) avviene in Africa, ma le maggiori riserve si trovano in Brasile

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La columbite-tantalite (meglio conosciuto come COLTAN) è il minerale di estrazione primario del tatalio.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Le maggiori riserve di tantalio si trovano in Brasile, dove si stima ce ne siano più di 87.000 tonnellate (pari al 57% del totale mondiale), mentre al secondo posto troviamo l’Australia, con 40.560 tonnellate di riserve di tantalio (pari al 27%), seguite dai paesi africani, con 15.600 tonnellate, ovvero il 10,2% del totale

Il tantalio (uno dei due minerali che compongono il COLTAN) è la causa della terribile situazione in cui versa il Congo

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Il picco della produzione di tantalio è stato raggiunto nel 2004, quando ha raggiunto la cifra di 1.430 tonnellate, a cui è però seguito un declino, principalmente dovuto alla temporanea chiusura delle miniere di Wodgina e Greenbushes in Australia (chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio). Il prezzo di una tonnellata di tantalio ha superato i 500.000 dollari nel 2001.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Ruanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Tantalio e columbite sono meglio conosciuti come COLTAN, il famoso minerale responsabile della distruzione dell’habitat del gorilla in R.D. Congo, delle terribili condizioni di lavoro in cui i minatori sono costretti a lavorare e della guerra civile nella regione.c


[1] Chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio).