La metà del carbone consumato sul pianeta va in Cina

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La Cina, nel 2011 ha consumato quasi la metà del carbone consumato globalmente (49,4%), ovvero una quantità pari a 1.839,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del combustibile fossile più inquinante di tutti. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, con una quota pari al 13,5% del totale, seguiti da India (7,9% del totale) e Giappone (3,2% dei consumi mondiali).

Nell’ultimo decennio c’è stato un vero e proprio boom del consumo di carbone dei paesi emergenti asiatici, con la Malaysia che ha visto aumentare il proprio consumo del 406%, l’Indonesia del 161%, la Cina del 155%, l’India del 104% e la Turchia del 76%.

C’è stata invece una flessione dei consumi di carbone dei paesi sviluppati (Canada -36%, Regno Unito -21%, Repubblica Ceca -9,5%, Germania -9%) e della Russia (-11%).

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I paesi dell’Asia e del Pacifico consumano più dei 2/3 del carbone

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I paesi dell’Asia e del Pacifico, oltre ad essere i maggiori produttori al mondo di carbone (col 65% dell’intera produzione mondiale), ne sono anche i maggiori consumatori, con una quota paria al 69% del totale.

Il carbone consumato dal Nord America ammonta al 14% del totale, mentre quello di Europa ed Eurasia al 13% (di cui il 46% dall’Unione Europea). La Cina, nel 2011 ha consumato quasi la metà del carbone consumato globalmente (49,4%), ovvero una quantità pari a 1.839,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, con una quota pari al 13,5% del totale, seguiti da India (7,9% del totale) e Giappone (3,2% dei consumi mondiali).

Ecco quali sono i primi 15 paesi per consumi di energia elettrica

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La Cina è il paese che consuma più energia elettrica al mondo, con un consumo pari a 4.700 TWh nel 2011. Seguono gli Stati Uniti, con 4.308 TWh di energia elettrica consumata nel 2011 – pari al 19,6% del totale – ed il Giappone, con 1.104 TWh consumati. Germania, Francia e Regno Unito sono i principali paesi europei per consumo di energia elettrica.

La Cina è anche il paese che ha visto maggiormente crescere i propri consumi di energia elettria dal 2001 al 2011 (fra i primi quindici produttori al mondo), registrando un +217%, seguono, in questa particolare classifica, India (+75%), Corea del Sud (+68%) e Brasile (+53%).

L’incremento dei consumi di carne proviene dall’Asia Orientale (Cina in testa)

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I paesi dell’Asia Orientale (Cina in testa) sono quelli che hanno maggiormente contribuito all’aumento del consumo annuo di carne  del nostro pianeta tra il 2000 ed il 2009, pari a  51 milioni di tonnellate, di cui 17 milioni di tonnellate (ovvero 1/3 dell’incremento mondiale) proveniente da questa regione.

L’Asia Orientale rappresenta il 31,4% del consumo mondiale di carne, Europa, Nord America ed Oceania il 29% e l’America Latina e Caraibica il 14,2%. L’Asia Meridionale ed il Sud-Est asiatico è però la regione che ha maggiormente aumentato il consumo annuo di carne nei primi nove anni del 2009 (+53%), seguita da Africa Sub-Sahariana (+43%) e paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (+38%), anche se Africa e Medio Oriente, insieme rappresentano solamente l’8,3% dei consumi mondiali di carne del 2009. Le tre regioni più ricche (da sole consumano il 35% della carne bovina) sono quelle che hanno registrato il più modesto incremento del consumo annuo di carne, passato dai 77,9 milioni di tonnellate del 2000 agli 81,5 milioni di tonnellate del 2009.

Con una quota pari al 38% del totale (pari a 282 milioni di tonnellate), la carne di suino è quella più utilizzata al mondo, seguita da quella di pollame (pari al 33% del totale) e da quella di bovino (pari al 23% del totale).

Il maggior incremento dei consumi di latte e latticini proviene dai paesi asiatici

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I paesi dell’Asia Meridionale e del Sud-Est asiatico (India, Indonesia, Thailandia, eccetera) sono quelli che hanno maggiormente contribuito all’aumento annuo del consumo mondiale di latte (considerato come prodotto primario, si considerano quindi anche i prodotti derivati e nel conteggio si tiene conto del latte necessario alla produzione di formaggi, yogurt, e via dicendo) fra il 2000 ed il 2009 (pari a 126 milioni di tonnellate), grazie ad un incremento del consumo annuo di latte pari a 46 milioni di tonnellate, ovvero il 36% dell’incremento mondiale .

Seguono poi i cinque paesi dell’Asia Orientale (Cina, Giappone, Mongolia e le due Coree), che nel 2009 hanno avuto bisogno di ulteriori 29 milioni di tonnellate di latte in più rispetto al 2000 per sopperire al proprio consumo interno, che è più che raddoppiato in soli 9 anni (+104%).

Europa, Nord America ed Oceania sono ancora i maggiori consumatori al mondo di latte, con 231 milioni di tonnellate (pari ad 1/3 del consumo totale del 2009), anche se dal 2000 al 2009, il consumo annuo di latte è aumentato del  4%, contro il 22% della media mondiale. Anche in questo caso, i paesi dell’Africa Sub-Sahariana sono quelli che hanno maggiormente incrementato il consumo annuo di latte, nel 2009 più alto di 7 milioni di tonnellate rispetto al 2000 (+43%).

Gli americani sono ancora i più grandi consumatori di petrolio al mondo

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Nonostante la flessione degli ultimi dieci anni (-4,1%), gli Stati Uniti sono ancora il paese che consuma la maggior quantità di petrolio al mondo, ovvero 6.875 milioni di barili nel 2011, pari al 21,4% del consumo globale. Al secondo posto c’è la Cina, con 3.562 milioni di barili di petrolio consumati nel 2011, ovvero l’11,1% del totale, seguita dal Giappone, con un consumo pari a 1.613 milioni di barili di petrolio e l’India, con un consumo pari a 1.268 milioni di barili di petrolio.

A guidare il forte aumento dei consumi di petrolio dei paesi emergenti c’è la Cina, che dal 2001 al 2011 ha visto raddoppiare il proprio consumo di petrolio. Seguono (fra i 20 maggiori consumatori di petrolio) gli incrementi a doppia cifra dell’Arabia Saudita (+76%), di Singapore (+69%), India (+52%) e Thailandia (+35%).

In flessione il consumo di petrolio dal 2001 al 2011 dei paesi sviluppati, con l’Italia a guidare i ribassi (-23%), seguita dal Giappone (-18%), la Germania (-15%) e la Francia (-14%).

Cina, Giappone e Corea consumano la metà di tutto il pesce consumato mondialmente

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Cinque paesi (Cina, Giappone, le due Coree e la Mongolia), consumano quasi la metà di tutto il pesce consumato globalmente (per l’esattezza il 47%) e sono inoltre i paesi che hanno maggiormente contribuito  all’aumento dei consumi mondiali di pesce, con una quota pari al 45% dell’incremento annuo dei consumi globali di pesce e frutti (ovvero 16 milioni di tonnellate), registrato tra il 2000 ed il 2009.

I paesi dell’Asia Meridionale e del Sud-Est asiatico, con una quota pari al 22% del consumo globale di pesce e frutti di mare, tra il 2000 ed il 2009 hanno visto incrementare il proprio consumo annuo di pesce e frutti di mare del 52% (ovvero per un importo pari a 13 milioni di tonnellate). Anche se pesano solamente il 5% dei consumi globali di pesce e frutti di mare, i paesi dell’Africa Sub-Sahariana sono quelli che hanno visto maggiormente incrementare il consumo annuo di pesce e frutti di mare nei primi nove anni del nuovo millennio, registrando un aumento del +54% (principalmente dovuto al forte aumento demografico registratosi in questa regione).

Anche in questo caso, le tre regioni più ricche hanno visto accrescere di una modesta percentuale (+3%) il proprio consumo annuo di pesce e frutti di mare dal 2000 al 2009.

Nel consumo mondiale di pesce e frutti di mare, quelli provenienti da allevamenti sono in aumento, ed hanno visto incrementare la propria quota sul totale dall’8% del 2000 all’11% del 2009. Pesci e frutti di mare allevati provengono prevalentemente dai paesi asiatici (il 71% dall’Asia Orientale ed il 25% dall’Asia Meridionale e dal Sud-Est asiatico).