In 8 anni è più che raddoppiato il prezzo di olio di palma, olio di soia e del cotone

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Il prezzo dei due principali oli vegetali, l’olio di palma e l’olio di soia, sono aumentati rispettivamente del 140% e del 110% rispetto al 2002, raggiungendo, nel settembre del 2010, il primo il prezzo di 885 dollari per tonnellata ed il secondo quello di 930 dollari per tonnellata.

Come per il grano, le due commodity agricole hanno raggiunto un massimo nella primavera del 2008 (l’olio di palma a marzo 2008, quando raggiunse il prezzo di 1.147 dollari per tonnellata, mentre l’olio di soia nel giugno del 2008, quando raggiunse il prezzo di 1.414 dollari per tonnellata). Il prezzo del cotone – la principale coltura da fibra – è aumentato del 114% dal settembre del 2002 al settembre del 2010 ed è cresciuto molto a partire dalla primavera del 2009 – l’inizio della ripresa dei mercati azionari mondiali dopo il crac di Lehman Brothers nell’autunno del 2008.

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Il cotone è la principale fibra vegetale e la sua produzione è aumentata del 27% negli ultimi 10 anni

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Il cotone è la principale fibra vegetale (rappresenta l’83% della produzione totale di fibre di origine vegetale, fra cui lino, canapa, iuta, eccetera) e la sua produzione è aumentata del 27% dal 2000 al 2010 (contro il 4% delle altre colture destinate a produrre fibre vegetali).

La Cina è il principale produttore al mondo di cotone, con 5,97 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 25% del totale mondiale), seguita dall’India – con 5,7 milioni di tonnellate – e gli Stati Uniti, con il 17% della produzione mondiale.

Il grano è la principale coltura, il mais quello con la maggior resa e la soia quella che ha registrato il maggior incremento dal 2000 al 2010

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E’ il grano la principale coltura del nostro pianeta, con un’estensione pari a 217 milioni di ettari (nel 2010). Seguono mais, con 162 milioni di ettari, riso, con le risaie che occupano 154 milioni di ettari e soia, con 102 milioni di ettari.

Delle prime quindici colture per estensione, la soia è quella che ha maggiormente incrementato la propria estensione tra il 2000 ed il 2010, registrando un incremento del 38%, la superficie destinata alla coltivazione del mais è aumentata del 18%, mentre quella destinata alla produzione di grano è aumentata “solamente” dell’1%. In diminuzione la superficie destinata alla coltivazione dei cereali più poveri come il miglio (-5%) e il sorgo (-1%) e delle patate (-7%).

Il mais è il cereale che garantisce in media il maggior rendimento, con 5,2 tonnellate di prodotto per ettaro, seguito dal riso, con 4,4 tonnellate per Ha e dal grano, con 3 tonnellate per Ha.

Ecco quali sono i 15 paesi che hanno prelevato la maggior (e minor) quantità d’acqua per abitante

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Considerando il consumo d’acqua pro-capite, troviamo al primo posto il Turkmenistan, che nel 2008 ha effettuato un prelievo d’acqua pari a 5.412 m3 per ogni abitante. Al secondo posto c’è l’Iraq, con un prelievo d’acqua pari a 2.616 m3 per abitante, seguito da Uzbekistan, con un prelievo pari a 2.358 m3 per abitante (l’acqua viene utilizzata per la coltivazione del cotone, la causa del prosciugamento del Lago d’Aral) e Guyana, con 2.222 m3 d’acqua prelevati per ogni abitante.

Fra i quindici paesi che hanno prelevato la minor quantità d’acqua in rapporto al numero di abitanti, troviamo solo paesi africani, con la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda che nel 2008 hanno prelevato solo 12 m3 di acqua per abitante, mentre il Congo Brazzaville ne ha prelevati 14 m3 per abitante. Lo scarso prelievo d’acqua dei paesi dell’Africa Sub-Sahariana dipende in larga parte dalla mancanza di infrastrutture, con un basso prelievo d’acqua per l’irrigazione, pari al 3% del totale dell’acqua rinnovabile della regione.