I paesi ricchi investono di più in ricerca, ma la Cina continua ad aumentare il peso della spesa in R&S

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L’incidenza della spesa in ricerca e sviluppo (pre-requisito per avere una ricerca tecnologica efficace in grado di migliorare la competitività e quindi garantire la crescita di lungo termine per un paese) per alcuni dei principali paesi.

Come si può notare, l’attività di ricerca e sviluppo acquisisce una grande importanza nei paesi con un reddito alto (Giappone, USA, Unione Europea), che investono oltre l’1,5% del proprio reddito in ricerca e sviluppo. Da notare la crescente importanza che per la Cina ha assunto la spesa in ricerca e sviluppo a partire dalla fine degli anni Novanta: con una crescita del pil di circa 10 punti percentuali all’anno, la Cina è riuscita ad investire in ricerca una quota sempre maggiore di risorse, pari all’1,44% nel 2007 (gli ultimi dati disponibili).

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I consumi di energia elettrica crescono più velocemente di quelli energetici, trascinati dall’Asia

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Il consumo mondiale di energia elettrica è aumentato del 41% dal 2001 al 2011 (rispetto al + 30% di incremento del consumo di energia per lo stesso periodo), raggiungendo i 22.018 TWh nel 2011.

Nel 2011, il consumo dei paesi OCSE è stato pari al 49% del totale, nel 2001 del 62%. Il 40% dell’energia elettrica è stata consumato nei paesi appartenenti alla regione dell’Asia e del Pacifico (tra cui India e Cina), il 24% in Europa ed Eurasia (tra cui Europa e paesi ex-URSS), il 22% in Nord America, il 6,5% in America Latina e Caraibica, il 4% in Medio Oriente ed il 3% in Africa .

Il diverso impatto ambientale che la crescita ha nei paesi ricchi, emergenti o poveri

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In media, per ogni 10 dollari di PIL mondiale vengono emessi 4,94 kg di CO2 nell’atmosfera.

I paesi a reddito medio-alto sono quelli la cui crescita ha il maggiore impatto ambientale: vengono infatti emesse 6,59 kg di CO2 nell’atmosfera (in Cina sono 9,30 kg), l’86% in più dei paesi a reddito alto (in cui i servizi pesano di più nell’economia), che nel 2008 hanno rilasciato 3,54 kg di CO2 per ogni 10 dollari di PIL. I paesi a reddito medio-basso hanno un impatto ambientale della propria economia comunque maggiore di quello dei paesi ricchi (vengono rilasciati 5,24 kg di CO2 per ogni 10 dollari di PIL).

Sono i paesi più poveri a presentare il più basso impatto ambientale per la loro economia: per ogni 10 dollari di pil rilasciano 2,70 kg di CO2 nell’atmosfera, ovvero il 44% in meno della media mondiale.

Il fatto che i paesi ricchi abbiano più basse emissioni di CO2 rispetto ai paesi in a reddito medio-alto e a reddito medio-basso dipende principalmente dal fatto che hanno un’economia in cui il peso percentuale dell’industria è più basso (anche se non dal punto di vista assoluto), come dimostrano le basse emissioni per ogni 10 dollari di PIL dei paesi più poveri, per cui un’agricoltura, spesso di sussistenza, occupa ancora una parte importante dell’economia.