La spesa sanitaria pro-capite dei paesi più poveri è 77 volte più bassa dei paesi ricchi!

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I paesi con un reddito pro-capite elevato non solo si possono permettere migliori condizioni igienico-sanitarie – con il conseguente abbattimento del tasso di mortalità (in particolar modo infantile) –, ma possono anche beneficiare di un’istruzione adeguata, dell’accesso all’elettricità e di una sanità efficiente. Praticamente, il 100% della popolazione dei paesi ricchi ha accesso all’elettricità e la totalità della popolazione che, in età scolastica dovrebbe frequentare una scuola secondaria, la frequenta. Il 99,50% della popolazione sa leggere e scrivere e la spesa sanitaria pro-capite destinata alla sanità è di 4.401 dollari Usa all’anno. Per i paesi più poveri (con un reddito basso), l’elettricità è invece un lusso a beneficio di un’esigua minoranza (nel 2009 solo il 23% della popolazione poteva accedere all’elettricità), così come le scuole secondarie, che vengono frequentate solamente dal 38% della popolazione in età scolastica. Ma, il dato più grave è quello della spesa sanitaria pro-capite annua, che nel 2009 era di soli 57 dollari Usa, più di 77 volte inferiore a quella dei paesi ricchi. E’ chiaro a tutti che in questi paesi le strutture ospedaliere non garantiscono un servizio sanitario decente.

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Ecco da quali fonti energetiche dipendono i vari settori dell’economia mondiale

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Il settore dei trasporti (inteso come trasporto di persone e merci su strada, ferrovia, aria, acqua e gasdotti/oleodotti) dipende per il 95,2% dai combustibili liquidi (prodotti derivati dal petrolio e biocombustibili) e per il 3,7% dal gas naturale.

Il settore residenziale (inteso come consumo di energia da parte di famiglie ed individui) deriva il 40,2% dalla propria energia dal gas naturale (utilizzato per il riscaldamento, per lavarsi e cucinare), il 31,3% dall’elettricità, il 19% dai combustibili liquidi e l’8,5% dal carbone.

L’energia necessaria a garantire l’attuale sviluppo a livello mondiale del settore commerciale (cioè tutte quelle istituzioni private e pubbliche che forniscono servizi a famiglie, imprese e settore pubblico) proviene per il 49,1%  dall’energia elettrica, il 29,5% dal gas naturale ed il 16,4% dai combustibili fossili.

Il settore industriale dipende per il 28,9% dai combustibili liquidi, il 26% dal carbone, il 23% dal gas naturale, il 14,6% dall’elettricità ed infine il 7,4% dalle fonti rinnovabili (idroelettrico, geotermico, solare ed eolico).

E’ importante notare che, a livello mondiale, il 52% dell’energia è stata consumata dal settore industriale, il 26% da quello dei trasporti, il 14% dal settore residenziale e l’8% da quello commerciale.