Il 73% del totale dei depositi bancari si trova nei paesi sviluppati

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L’ammontare totale dei depositi bancari mondiali nel 2010 ha raggiunto i 53.800 miliardi di dollari, ovvero pari al 90% del PIL.

Il 73% dei depositi bancari è nei paesi sviluppati (Europa Occidentale, Giappone, Stati Uniti e altri paesi sviluppati), anche se c’è da notare che crescono di più negli emergenti: dal 2009 in Cina i depositi bancari sono aumentati del 12,4%, negli altri paesi emergenti del 14,5%.

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Il boom del valore aggiunto dell’industria dei quattro BRIC mette in pericolo il primato degli USA

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Gli ultimi quarant’anni hanno praticamente sempre visto crescere il valore aggiunto del settore secondario, almeno in una prospettiva di lungo termine, ma quello che balza subito all’occhio da una rapida occhiata del grafico è la crescita esponenziale del valore aggiunto dell’industria nei quattro BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) a partire dai primi anni Duemila – ovvero quando la Cina è entrata a far parte dell’OMC e siamo quindi entrati nella fase più avanzata della globalizzazione economica.

Gli Stati Uniti rimangono comunque il primo paese al mondo per quanto riguarda il valore aggiunto prodotto dall’industria. Infatti, da soli gli USA valgono più dell’intera produzione delle prime quattro economie europee – cioè Germania, Francia, Regno Unito ed Italia – o delle quattro economie emergenti più importanti, Cina compresa no del Giappone).

Mentre nei paesi ricchi si risparmia sempre meno, è boom nei paesi emergenti

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I quattro BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) sono i più grandi risparmiatori al mondo, con oltre il 40% del proprio reddito risparmiato nel 2010. A partire dagli anni duemila, quelli dell’ingresso della Cina nell’OMC (nel 2001 il dragone cinese è entrato a far parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio), abbiamo assistito ad una repentina crescita della percentuale di reddito risparmiato dei quattro paesi emergenti, passata da poco meno del 30% ad oltre il 40% in soli dieci anni.

Gli ultimi trent’anni hanno portato ad una generale flessione dei risparmi dei paesi sviluppati, anche se con alcune differenze. Il Giappone rimane ancora il paese che risparmia di più – fra quelli avanzati – con tassi di risparmio intorno al 25%, mentre gli USA e le quattro principali economie dell’Europa (Germania, Francia, Regno Unito e Italia), sono al di sotto del 20%, con gli Stati Uniti d’America che nel 2010 hanno risparmiato poco più del 10% del proprio reddito.

La Cina è il più grande consumatore al mondo di energia

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La Cina è il più grande consumatore di energia (primaria) al mondo, con 31.359 TWh di consumi nel 2011, ovvero il 21,3% di tutti i consumi energetici mondiali. Seguono gli Stati Uniti, con 27.232 TWh (ovvero il 18,5% del totale) e la Russia, con 8.228 TWh.

Tra i primi quindici paesi per consumi energetici troviamo sette emergenti (Cina, Russia, India, Brasile, Iran, Arabia Saudita e Messico) e otto paesi sviluppati (Stati Uniti, Giappone, Canada, Germania, Corea del Sud, Francia, Regno Unito e Italia), con i primi però, che hanno registrato una forte impennata nei consumi dell’ultimo decennio (dal 2001 al 2011), con la Cina che ha visto incrementarsi del 151% i propri consumi, l’India dell’88%, l’Arabia Saudita del 79%. Diminuiscono invece i consumi energetici di Giappone, Germania, Francia e Italia.