Ecco dove si trova l’uranio necessario ad azionare le centrali nucleari

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Le riserve mondiali di uranio ammontano a 5.469 mila tonnellate (aggiornate al 2007) e di queste, l’Australia ne detiene la quota maggiore, pari al 23% del totale (pari a 1.243 mila tonnellate), seguita dal Kazakistan, con 817 mila tonnellate (il 15% del totale) e dalla Russia, con 546 mila tonnellate, ovvero il 10% del totale.

Il 40% circa delle riserve mondiali di uranio, si trovano nei paesi dell’OCSE. L’indice R/P mondiale, aggiornato al 2008 (ipotizzando che le riserve mondiali di uranio non siano aumentate dal 2007 al 2008), è pari a 123, ovvero occorrerebbero 123 anni (a partire dal 2008) per esaurire completamente le riserve mondiali di uranio del nostro pianeta, data la produzione di uranio del 2008.

Ricordiamo che la quantità di energia prodotta dal nucleare resta marginale per la nostra società, pari al 5% del totale nel 2011.

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Più della metà dell’energia consumata mondialmente serve a mantenere il settore industriale

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Oltre la metà del totale dell’energia che viene consumata annualmente nel nostro pianeta è destinata al settore industriale – inteso in questo caso come industria manifatturiera, agricola, mineraria e delle costruzioni –, che per produrre energia ricorre per il 28,9% ai combustibili liquidi (in prevalenza petrolio e derivati, ma anche biocarburanti e liquidi derivanti dagli idrocarburi – non però gas naturale liquefatto od idrogeno), per il 26%, per il 23% al gas naturale, per il 14,6% all’energia elettrica ed infine per il 7,4% all’energia proveniente da fonti rinnovabili.

Il settore dei trasporti (inteso come trasporto di persone e merci su strada, ferrovia, aria, acqua e gasdotti/oleodotti), assorbe circa il 26% dell’energia consumata mondialmente, proveniente per il 95,2% dai combustibili liquidi e per il 3,7% dal gas naturale.

Il settore residenziale (inteso come consumo di energia da parte di famiglie ed individui) assorbe circa il 14% dell’energia consumata mondialmente, derivante per il 40,2% dal gas naturale (utilizzato per il riscaldamento, per lavarsi e cucinare), per il 31,3% dall’elettricità, il 19% dai combustibili liquidi e per l’8,5% dal carbone.

Il settore commerciale (cioè tutte quelle istituzioni private e pubbliche che forniscono servizi a famiglie, imprese e settore pubblico) pesa per l’8% del totale dell’energia consumata globalmente. Il 50% dell’energia consumata dal settore commerciale proviene dall’energia elettrica, il 29,5% dal gas naturale.

Petrolio, carbone e gas naturale pesano per l’87% dell’energia prodotta mondialmente

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Il petrolio rappresenta la principale fonte energetica primaria e nel 2011 ha prodotto il 33% dal totale dell’energia consumata sul nostro pianeta. Al secondo posto c’è il carbone, che nel 2011 ha prodotto il 30% di tutta l’energia prodotta globalmente, poi il gas naturale, con una quota pari al 24% del totale, l’energia proveniente da fonti rinnovabili, con il 6% del totale proveniente dall’idroelettrico ed il 2% da altre fonti rinnovabili (eolico, solare e fotovoltaico, geotermico, biomasse ed altro), ed infine il 5% del totale proveniente dal nucleare.

Da notare, che i tre combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale), rappresentano l’87% della produzione energetica mondiale.

Nel produrre energia elettrica, si perde il 70% dell’energia impiegata nel processo

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Solamente il 30% dell’energia che a livello mondiale viene consumata per produrre energia elettrica (proveniente per il 43% dal carbone, il 19% da fonti rinnovabili e gas naturale, per il 14% dal nucleare e per il 5% da combustibili liquidi) viene effettivamente utilizzata sotto forma di energia elettrica.  Il restante70% si perde nei processi di conversione e nella distribuzione dell’energia elettrica.

Ad esempio, una centrale a carbone è in media efficiente al 38%, questo significa che poco più di 1/3 dell’energia contenuta nel carbone viene effettivamente convertita in energia elettrica. A questo occorre poi aggiungere le perdite della rete di distribuzione elettrica – in media nel 2009 pari all’8,82% dell’energia elettrica prodotta – e l’uso poco efficiente che viene (spesso) fatto a livello di consumo finale (ad esempio, una lampadina ad incandescenza utilizza solamente il 5,5% dell’energia che le viene fornita dalla rete per l’illuminazione, il restante 94,5% viene disperso sotto forma di calore[1]).

L’economia cinese funziona a carbone

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In Cina il carbone contribuisce alla produzione del 70% dell’energia necessaria a mantenere lo stile di vita del paese più popoloso al mondo, ma anche il primo inquinatore e la seconda economia del mondo.

Le rinnovabili rappresentano il 7% dell’intera produzione energetica – soprattutto grazie al contributo dell’immensa diga delle Tre Gole -, mentre il petrolio pesa per solamente il 18% del totale (la motorizzazione del paese non è ancora ai livelli dei paesi sviluppati). Da notare il basso peso percentuale del nucleare (solamente l’1%), nonostante la Cina sia praticamente l’unico paese che ha attualmente in progetto di costruire nuove centrali nucleari.

La Cina è il più grande consumatore al mondo di energia

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La Cina è il più grande consumatore di energia (primaria) al mondo, con 31.359 TWh di consumi nel 2011, ovvero il 21,3% di tutti i consumi energetici mondiali. Seguono gli Stati Uniti, con 27.232 TWh (ovvero il 18,5% del totale) e la Russia, con 8.228 TWh.

Tra i primi quindici paesi per consumi energetici troviamo sette emergenti (Cina, Russia, India, Brasile, Iran, Arabia Saudita e Messico) e otto paesi sviluppati (Stati Uniti, Giappone, Canada, Germania, Corea del Sud, Francia, Regno Unito e Italia), con i primi però, che hanno registrato una forte impennata nei consumi dell’ultimo decennio (dal 2001 al 2011), con la Cina che ha visto incrementarsi del 151% i propri consumi, l’India dell’88%, l’Arabia Saudita del 79%. Diminuiscono invece i consumi energetici di Giappone, Germania, Francia e Italia.

Esplodono i consumi energetici degli ultimi vent’anni

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I consumi energetici (di energia primaria) dell’umanità si sono impennati, registrando un +51% negli ultimi vent’anni, raggiungendo la cifra record di 147.296 TWh nel 2011. La parte più consistente dell’incremento è però avvenuta a partire dal nuovo millennio, cioè da quando abbiamo assistito all’affermarsi delle economie emergenti (ed in particolar modo della Cina) sulla scena mondiale.

I paesi dell’Europa e dell’Eurasia, quelli di Asia e Pacifico e del Nord America sono i maggiori consumatori al mondo di energia.