L’aumento del prezzo alla produzione dei prodotti agricoli

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L’andamento dell’indice del prezzo alla produzione per le varie categorie di prodotti agricoli negli Stati Uniti, ha registrato un aumento del 44% per l’intero comparto agricolo (in questo caso non si considerano gli ulteriori aumenti di prezzo dovuti ai vari passaggi della distribuzione fino al supermercato, alla lavorazione e al confezionamento).

L’incremento maggiore è stato registrato dai cereali (grano, mais, orzo, riso, eccetera), il cui prezzo alla produzione è cresciuto del 108% nel periodo consideratro, seguono le colture oleaginose (soia, colza, girasole, eccetera), il cui prezzo è incrementato del 94% e le uova (+46%).

Il forte incremento del prezzo alla produzione delle varie commodity agricole è dovuto all’aumento dei costi (e in particolare del prezzo del petrolio, da cui l’agricoltura industriale dipende completamente, sia per i fertilizzanti che per erbicidi, pesticidi e il carburante) e all’incremento della domanda, trainata dall’affermarsi dei paesi emergenti sulla scena mondiale.

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Import ed export netto di frutta e verdura: ecco chi è in rosso e chi rifornisce il pianeta

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Sud America (23 milioni di tonnellate), Europa Meridionale (15 milioni di tonnellate) e America Centrale (14 milioni di tonnellate) sono i principali esportatori al mondo di frutta e verdura, mentre Nord America (-21 milioni di tonnellate), Europa Occidentale (-18 milioni), Europa Settentrionale (-17 milioni) ed Europa Orientale (-12 milioni) sono i principali importatori netti di frutta e verdura.

L’Europa Settentrionale ha bisogno di importare il 76% della frutta e della verdura consumata internamente, mentre per l’America Centrale, le esportazioni nette ammontano al 51% del consumo interno.

Meno della metà dei cereali prodotti sono direttamente destinati all’alimentazione umana

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Meno della metà dei cereali prodotti – grano, orzo, riso, mais, avena e via dicendo sono la principale coltura e fonte di calorie nella dieta umana – vengono direttamente destinati all’alimentazione umana (il 45%), mentre il 34% viene destinato alla produzione di mangimi per gli animali domestici. Già il 9% dei cereali sono destinati ad “altri utilizzi”, tra cui i biocarburanti (in forte crescita dal 2009 anche se non si dispone ancora di dati precisi).

Il 56% dei tuberi (patate, carote,eccetera) sono destinati all’alimentazione umana, il 22% a diventare mangimi, mentre per i legumi il 70%è direttamente destinato all’alimentazione umana e il 17% alla produzione di mangimi. Il 44% degli oli vegetali sono destinati ad “altri utilizzi”, ovvero al settore della cosmesi, mentre il 77% delle colture oleaginose vengono trasformate (in genere in oli vegetali).

Fra le categorie di prodotti alimentari considerati, la produzione di frutta secca è quella che ha registrato il maggior incremento dal 2000 al 2009 (+66%), seguita dagli oli vegetali (+51%) e le bevande alcoliche (+38%).

Cina, Giappone e Corea i maggiori consumatori al mondo di frutta e verdura

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I paesi dell’Asia Orientale (Giappone, Cina, Mongolia e le due Coree) sono i maggiori utilizzatori al mondo di frutta e verdura, con 671 milioni di tonnellate consumate nel 2009 (pari al 42% del consumo mondiale). Questi paesi sono anche quelli che hanno registrato il maggior incremento dei consumi annui di frutta e verdura dal 2000 al 2009 – pari a 208 milioni di tonnellate, ovvero il 57% dell’incremento mondiale per lo stesso periodo.

Asia Orientale (+45%), Asia Meridionale e Sud-Est asiatico (+38%) ed i paesi dell’ex-URSS (+37%) sono le regioni che hanno maggiormente incrementato il consumo annuo di frutta e verdura dal 2000 al 2009, mentre il consumo annuo delle tre regioni più ricche (Europa, Nord America ed Oceania) è rimasto pressoché invariato. 

La produzione di alimenti di origine vegetale è aumentata del 21% nell’ultimo decennio

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Il totale della produzione primaria (di prodotti allo stato grezzo) di prodotti di origine vegetale per il 2010 è stata pari a 6,93 miliardi di tonnellate, in leggera flessione dal massimo di 7,06 miliardi del 2008, ma in aumento del 21% rispetto al 2000.

Il 35% della produzione vegetale è rappresentato dai cereali, la cui produzione è aumenta del 18% dal 2000 al 2010, il 28% da canna da zucchero e barbabietole da zucchero (+27% della produzione dal 2000 al 2010), il 23% da frutta e verdura (+26% dal 2000 al 2010). Frutta secca (+81%) e colture oleaginose – fra cui troviamo la soia, la palma da olio, le olive, la colza – (+53%) sono le colture che hanno registrato il maggior incremento della produzione nel primo decennio del nuovo millennio.