Con il nuovo millennio abbiamo assistito alla rapida diffusione delle nuove tecnologie

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Notiamo la rapida diffusione delle tecnologie dell’ICT con l’inizio del nuovo millennio, diffusione che sembra essere correlata col reddito pro-capite: i paesi più ricchi (“High Income”)  hanno raggiunto prima una saturazione del numero di sottoscrizioni a un servizio di telefonia mobile (superiori a tutta la popolazione già nel 2006) ed una penetrazione di internet pari al 75% della popolazione nel 2010.

Seguono lo stesso trend anche i paesi a reddito medio-alto (“Upper Middle Income”), a reddito medio-basso (“Lower Middle Income”) e anche a reddito basso (“Low Income”).

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Terre rare, indispensabili per le nuove tecnologie ma monopolio della Cina

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Nel 2010 la Cina ha prodotto il 97% dell’intera produzione mondiale di terre rare, non tanto perché riserve di terre rare si trovino solamente in Cina, ma grazie ai bassi costi di produzione (nelle miniere cinesi di terre rare, i diciassette metalli sono in genere più facilmente estraibili che altrove) che impediscono attualmente ad altri paesi di competere (le miniere di terre rare della California – un tempo fra le più produttive – sono state tutte abbandonate intorno agli anni Ottanta).

La Cina ha però imposto nel 2009 alcune misure per limitare l’estrazione e quindi l’esportazione all’estero di terre rare, creando subito forti pressioni sul prezzo di questi importantissimi composti chimici.

L’aumento della domanda mondiale di terre rare – trainata dai consumi dei paesi emergenti (il consumo cinese nel 2010 è stato pari a 70.000 tonnellate, ovvero il 53% del totale) e dalla rapida diffusione delle nuove tecnologie dell’ICT – insieme alle misure decise da Pechino per ridurne la produzione, hanno portato ad un vero e proprio exploit del prezzo di questi metalli.

Dal 2006, anno in cui c’è stato il picco di produzione mondiale di terre rare (pari a 137.00 tonnellate), il prezzo (in dollari costanti) è aumentato in soli quattro anni del 360%, a fronte di un decremento della produzione del 3%