La graduale diminuzione dell’inflazione mondiale a partire dagli anni ’70

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Con il graduale abbandono delle politiche keynesiane (sostituite dalla scuola monetarista) e l’affermarsi dell’indipendenza delle banche centrali dal governo, abbiamo assistito ad una generale diminuzione dell’inflazione mondiale.

L’inflazione media mondiale degli anni Settanta è stata pari al 10,07%, quella degli anni Ottanta del 7,63%, quella degli anni Novanta del 6,64% e infine, quella della prima decade del terzo millennio del 4,73%.

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Con gli anni ’90 abbiamo assisito al crollo dell’inflazione un po’ ovunque

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Possiamo vedere come l’inflazione (questa volta misurata come indice dei prezzi al consumo) per quattro paesi rappresentativi delle rispettive classi di reddito (reddito alto, reddito medio-alto, reddito medio-basso, reddito basso) si variata negli ultimi quarant’anni.

Gli anni Settanta e Ottanta sono stati caratterizzati da un’elevata inflazione, soprattutto per i paesi meno ricchi, cioé Tanzania, India e Cina (anche se per quest’ultima non esistono dati attendibili prima del 1988), anche se dai primi anni Novanta – grazie a politiche deflazionistiche e al basso prezzo dell’energia – l’inflazione è tornata a livelli sostenibili.

Da notare però il rialzo dell’inflazione indiana a partire dal 2006/ 2007, dovuto al surriscaldamento dell’economia dei paesi emergenti e l’alto prezzo delle materie prime. Gli Stati Uniti, dal 1982 al 1984 sono riusciti a far calare l’inflazione dal 10,32% al 3,21%.

Gli ultimi decenni hanno visto scendere l’inflazione in un po’ tutti i paesi

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A partire dagli anni Settanta abbiamo assistito all’abbassamento del tasso di inflazione per tutti i paesi, compresi quelli ricchi, che negli anni Settanta avevano un’inflazione media superiore al 10%, mentre ora sono ben al di sotto del 5%.

I paesi più poveri hanno sperimentato fenomeni di iper-inflazione, anche di recente, ma a partire dagli anni Duemila hanno visto diminuire l’inflazione.