Aumento della popolazione e miglioramento dello stile di vita: ma stiamo liquidando il capitale naturale

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Dal 1961 al 2008 abbiamo assistito ad un aumento dell’impronta ecologica pro-capite media di ogni essere umano del pianeta del 12,5%, ma quello che è successo è che nel frattempo la polazione è passata dai 3,1 miliardi del 1961 ai 6,7 miliardi del 2008.

Nel quasi cinquant’anni considerati, la capacità biologica pro-capite del pianeta (ovvero la quantità di ettari a disposizione per i terreni agricoli, i pascoli, le foreste e i mari necessari a sostenere ogni singola persona) è passata dai 3,2 ettari agli 1,8 (ovvero -44%), a fronte della necessità di un’impronta ecologica pari a 2,7 ettari per persona. Questo significa che è dagli anni Settanta che stiamo liquidando il capitale naturale per sostenere il nostro stile di vita.

C’è però da considerare che l’impronta ecologica è comunque un indicatore che non tiene conto di tutte le risorse naturali necessarie a mantenere l’attuale stile di vita dell’uomo (non sono contemplate le risorse minerarie o le risorse idriche) e delle varie forme di inquinamento, come gli inquinanti organici persistenti o le varie forme di rifiuti (dalle isole di plastica che si sono formate negli oceani ai rifiuti radioattivi o la contaminazione della biosfera da parte degli OGM).

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La contaminazione dell’acqua con inquinanti chimici mette a rischio la salute umana

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La contaminazione dell’acqua con sostanze chimiche dannose per la salute umana può avvenire sia per cause naturali (ad esempio tramite la presenza di arsenico nell’acqua potabile), che per cause legate all’attività dell’uomo (ad esempio con la presenza nell’acqua di pesticidi, rifiuti industriali, quali piombo, cromo o mercurio e via dicendo).

Queste sostanze inquinanti che hanno contaminato l’acqua, entrano nell’organismo umano attraverso il consumo diretto (per cucinare o per bere) ed indiretto (tramite il cibo) dell’acqua contaminata e possono provocare danni permanenti al cervello – in particolare al sistema neurologico –, ma anche al sangue, ai reni e ai polmoni.

L’assunzione di acqua contaminata con l’arsenico porta al malfunzionamento degli organi interni ed aumentano il rischio di contrarre tumori, mentre secondo le Nazioni Unite, nel mondo, 130 milioni di persone consumano acqua con livelli di arsenico superiori alla soglia massima stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi http://www.unwater.org).

Gli inquinanti chimici dell’acqua che maggiormente minacciano la popolazione sono piombo, mercurio, cromo, arsenico, pesticidi e radionuclidi (utilizzati nella radio-chimica e nella chimica nucleare). Sono infatti molte le persone che vivono in luoghi dove l’acqua utilizzata per gli usi civici è inquinata (anche se questi sono dati approssimati per difetto perché soprattutto nei paesi non ancora sviluppati non sono state effettuate sufficienti analisi).