I paesi del Nord America riforniscono di legumi India e Pakistan

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Il Nord America (USA e Canada) è il principale esportatore al mondo di legumi (la soia non è rientra nel gruppo dei legumi in questo caso, ma nelle colture oleaginose), con quasi 5 milioni tonnellate di export netto nel 2009, seguito dai paesi del Sud-Est asiatico (Indonesia, Filippine, Thailandia, Viet Nam, eccetera), con 1,34 milioni di tonnellate.

L’Asia Meridionale (India, Pakista, Bangladesh), con oltre 5 milioni di tonnellate di import netto, è invece il maggiore importatore netto di legumi. Africa Meridionale e America Caraibica devono importare circa la metà di quanto consumato internamente.

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Meno della metà dei cereali prodotti sono direttamente destinati all’alimentazione umana

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Meno della metà dei cereali prodotti – grano, orzo, riso, mais, avena e via dicendo sono la principale coltura e fonte di calorie nella dieta umana – vengono direttamente destinati all’alimentazione umana (il 45%), mentre il 34% viene destinato alla produzione di mangimi per gli animali domestici. Già il 9% dei cereali sono destinati ad “altri utilizzi”, tra cui i biocarburanti (in forte crescita dal 2009 anche se non si dispone ancora di dati precisi).

Il 56% dei tuberi (patate, carote,eccetera) sono destinati all’alimentazione umana, il 22% a diventare mangimi, mentre per i legumi il 70%è direttamente destinato all’alimentazione umana e il 17% alla produzione di mangimi. Il 44% degli oli vegetali sono destinati ad “altri utilizzi”, ovvero al settore della cosmesi, mentre il 77% delle colture oleaginose vengono trasformate (in genere in oli vegetali).

Fra le categorie di prodotti alimentari considerati, la produzione di frutta secca è quella che ha registrato il maggior incremento dal 2000 al 2009 (+66%), seguita dagli oli vegetali (+51%) e le bevande alcoliche (+38%).

La crescita demografica dei paesi più poveri spinge l’acceleratore sull’aumento dei consumi di legumi

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Con un aumento del consumo annuo pari a 7,3 milioni di tonnellate, i paesi dell’Asia Meridionale e del Sud-Est asiatico sono quelli che hanno maggiormente contribuito all’incremento mondiale del consumo annuo di legumi registrato dal 2000 al 2009 (in aumento del 14,8%). Questi paesi, pesano per il 41% del consumo totale di legumi ed hanno visto incrementare il proprio consumo annuo del 39%. I paesi dell’Africa Sub-Sahariana sono i secondi consumatori di legumi,  con una quota pari al 18% e tra il 2000 ed il 2009 hanno incrementato il consumo annuo di legumi di 2,8 tonnellate (+33% in 9 anni).

I paesi che dal 2000 al 2009 hanno maggiormente incrementato il consumo di legumi, sono paesi a reddito basso e medio-basso e che hanno sperimentato un notevole incremento demografico nel periodo considerato (Africa Sub-Sahariana ed Asia Meridionale e Sud-Est asiatico), mentre nelle regioni più ricche (Europa, Nord America ed Oceania) ed in quelle a reddito medio-alto (Asia Orientale – anche se Giappone e Corea del Sud appartengono però ai paesi sviluppati), è diminuito il consumo annuo di legumi, rispettivamente del 24% e del 14%.

La maggior parte dei legumi sono destinati a diventare cibo senza subire ulteriori trasformazioni (il 70%), mentre il 17% viene destinato alla produzione di mangimi

I cereali sono la principale coltivazione del pianeta

Diapositiva5I cereali occupano il 46% della superficie agricola arabile e destinata a colture permanenti (cioé quasi la metà dei terreni agricoli che non sono destinati a pascoli), seguiti dalle colture oleaginose, con una quota pari al 17%, frutta e verdura, che occupano il 7% del totale ed i legumi, con il 5% della superficie arabile e destinata a colture permanenti.

Seguono poi radici e tuberi, con il 3% del totale, coltura da fibra (come cotone e lino) e canna e barbabietola da zucchero, con il 2% del totale.