I paesi ricchi i più grandi consumatori di cereali, destinati a diventare mangimi per gli animali

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Europa, Nord America ed Oceania (le tre regioni più ricche, con il 12% della popolazione mondiale) sono i maggiori consumatori al mondo di cereali (insieme rappresentano il 28% del totale), inoltre, le tre regioni più ricche del nostro pianeta sono anche quelle dove c’è stato il maggior incremento in termini assoluti dei consumi annui di cereali tra il 2000 ed il 2009 (in soli nove anni il consumo annuo delle tre regioni è aumentato di 104 milioni di tonnellate, quello mondiale di 314 mondiali), registrando un aumento dei consumi interni del 21%.

I paesi dell’Asia Meridionale e del Sud-Est asiatico (che rappresentano il 33% della popolazione mondiale) , pesano per il 22% dei consumi mondiali di cereali del 2009 e tra il 2000 ed il 2009 hanno visto aumentare il proprio consumo annuo di cereali di 80 milioni di tonnellate (ovvero il 26% dell’incremento mondiale del consumo annuo di cereali per lo stesso periodo). I paesi dell’Africa Sub-Sahariana (che rappresentano il 12% della popolazione mondiale) sono quelli che hanno maggiormente aumentato il consumo annuo di cereali nei primi nove anni del nuovo millennio (+37%), in larga parte grazie al forte incremento demografico registrato da questi paesi nel primo decennio del nuovo millennio, con la popolazione che è aumentata del 28%.

Le tre regioni più ricche destinano una quota importante del consumo annuo di cereali a fini non alimentari: il 45% dei cereali consumati in Nord America, il 59% di quelli consumati in Oceania ed il 61% di quelli consumati in Europa, vengono destinati alla produzione di mangimi destinati agli allevamenti di bovini, suini, pollame, ovini e caprini. L’utilizzo dei cereali come cibo per gli animali allevati è abbastanza correlato con il reddito di una regione (oltre con le abitudini alimentari), così ad esempio, i paesi dell’Asia Meridionale e del Sud-Est asiatico, hanno utilizzato solamente il 10,5% dei cereali consumati nel 2009 per la produzione di mangimi, quelli dell’Africa Sub-Sahariana il 12%, mentre i paesi dell’Asia Orientale o del Medio Oriente e del Nord Africa, rispettivamente il 33% ed il 29%. La maggior parte dell’orzo e del mais consumato mondialmente vengono destinati  alla produzione di mangimi (rispettivamente il 65% ed il 55%), mentre una quota minoritaria di grano (il 18%) e di riso (il 6%) sono destinati alla produzione di mangimi.

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Nell’ultimo decennio è esploso il prezzo dei principali cereali

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A partire dal nuovo millennio abbiamo assistito all’impennata del prezzo dei principali cereali. Il prezzo del grano è cresciuto dell’86% da settembre del 2002 all’agosto del 2012, il valore dell’orzo si è incrementato del 123%, mentre quello del mais è letteralmente esploso, con un rialzo del 192%.

Il forte incremento del prezzo dei principali cereali è dovuto all’affermarsi delle economie emergenti sulla scena mondiale. Infatti, il maggior reddito pro-capite e l’occidentalizzazione dei costumi hanno fatto esplodere la domanda di alimenti di derivazione animale di questi paesi (carne di bovino, di suino e di pollame) e indirettamente di mangimi animali. Le altre cause sono l’aumento della popolazione mondiale (che significa un aumento della domanda di cereali) e l’affermarsi dei biocarburanti (che vanno a diminuire l’offerta di cereali destinati all’alimentazione e quindi ad aumentare la domanda mondiale di mais, grano ed orzo).