La graduale diminuzione dell’inflazione mondiale a partire dagli anni ’70

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Con il graduale abbandono delle politiche keynesiane (sostituite dalla scuola monetarista) e l’affermarsi dell’indipendenza delle banche centrali dal governo, abbiamo assistito ad una generale diminuzione dell’inflazione mondiale.

L’inflazione media mondiale degli anni Settanta è stata pari al 10,07%, quella degli anni Ottanta del 7,63%, quella degli anni Novanta del 6,64% e infine, quella della prima decade del terzo millennio del 4,73%.

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Più della metà dell’energia consumata mondialmente serve a mantenere il settore industriale

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Oltre la metà del totale dell’energia che viene consumata annualmente nel nostro pianeta è destinata al settore industriale – inteso in questo caso come industria manifatturiera, agricola, mineraria e delle costruzioni –, che per produrre energia ricorre per il 28,9% ai combustibili liquidi (in prevalenza petrolio e derivati, ma anche biocarburanti e liquidi derivanti dagli idrocarburi – non però gas naturale liquefatto od idrogeno), per il 26%, per il 23% al gas naturale, per il 14,6% all’energia elettrica ed infine per il 7,4% all’energia proveniente da fonti rinnovabili.

Il settore dei trasporti (inteso come trasporto di persone e merci su strada, ferrovia, aria, acqua e gasdotti/oleodotti), assorbe circa il 26% dell’energia consumata mondialmente, proveniente per il 95,2% dai combustibili liquidi e per il 3,7% dal gas naturale.

Il settore residenziale (inteso come consumo di energia da parte di famiglie ed individui) assorbe circa il 14% dell’energia consumata mondialmente, derivante per il 40,2% dal gas naturale (utilizzato per il riscaldamento, per lavarsi e cucinare), per il 31,3% dall’elettricità, il 19% dai combustibili liquidi e per l’8,5% dal carbone.

Il settore commerciale (cioè tutte quelle istituzioni private e pubbliche che forniscono servizi a famiglie, imprese e settore pubblico) pesa per l’8% del totale dell’energia consumata globalmente. Il 50% dell’energia consumata dal settore commerciale proviene dall’energia elettrica, il 29,5% dal gas naturale.

Il cotone è la principale fibra vegetale e la sua produzione è aumentata del 27% negli ultimi 10 anni

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Il cotone è la principale fibra vegetale (rappresenta l’83% della produzione totale di fibre di origine vegetale, fra cui lino, canapa, iuta, eccetera) e la sua produzione è aumentata del 27% dal 2000 al 2010 (contro il 4% delle altre colture destinate a produrre fibre vegetali).

La Cina è il principale produttore al mondo di cotone, con 5,97 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 25% del totale mondiale), seguita dall’India – con 5,7 milioni di tonnellate – e gli Stati Uniti, con il 17% della produzione mondiale.

Dopo la grande crescita dagli anni ’70 agli anni ’90, è diminuita la produzione di energia nucleare

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Dei 2.648,7 TWh di energia nucleare prodotta nel mondo nel 2011, il 45,3% proviene da Europa ed Eurasia (il 96,5% dall’Unione Europea, il resto dai paesi ex-URSS), il 35,4% dal Nord America e il 18% dai paesi apparteneneti alla macroregione Asia e Pacifico (Giappone, Cina, India, eccetera).

Dopo il grande incremento della produzione di energia nucleare a partire dagli anni Settanta e fino a tutti gli anni Novanta, c’è stato un arresto della crescita della produzione, con l’ultimo decennio, che ha visto la produzione di energia nucleare diminuire dello 0,24% e addirittura del 4,3% dal 2010 al 2011 (soprattutto a causa della flessione del  Giappone, che dopo  il disastro di Fukushima ha calato del 44% la propria produzione di energia nucleare del 2011 –rispetto al 2010).

I paesi che dispongono di reattori nucleari a fini civili sono anche, in genere, paesi che dispongono di armamenti nucleari (i cinque memebri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ovvero USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito più India, Pakistan, Israele e Corea del Nord), anche se ci sono anche esempi contrari, come l’Argentina, la Spagna, la Svizzera o la Germania.

Petrolio, carbone e gas naturale pesano per l’87% dell’energia prodotta mondialmente

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Il petrolio rappresenta la principale fonte energetica primaria e nel 2011 ha prodotto il 33% dal totale dell’energia consumata sul nostro pianeta. Al secondo posto c’è il carbone, che nel 2011 ha prodotto il 30% di tutta l’energia prodotta globalmente, poi il gas naturale, con una quota pari al 24% del totale, l’energia proveniente da fonti rinnovabili, con il 6% del totale proveniente dall’idroelettrico ed il 2% da altre fonti rinnovabili (eolico, solare e fotovoltaico, geotermico, biomasse ed altro), ed infine il 5% del totale proveniente dal nucleare.

Da notare, che i tre combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale), rappresentano l’87% della produzione energetica mondiale.