La graduale diminuzione dell’inflazione mondiale a partire dagli anni ’70

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Con il graduale abbandono delle politiche keynesiane (sostituite dalla scuola monetarista) e l’affermarsi dell’indipendenza delle banche centrali dal governo, abbiamo assistito ad una generale diminuzione dell’inflazione mondiale.

L’inflazione media mondiale degli anni Settanta è stata pari al 10,07%, quella degli anni Ottanta del 7,63%, quella degli anni Novanta del 6,64% e infine, quella della prima decade del terzo millennio del 4,73%.

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Non sempre i più ricchi sono i più virtuosi nella protezione del proprio territorio

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La superficie terrestre protetta è aumentata del 37% rispetto al 1990 (quando il totale delle aree protette nel nostro pianeta era pari a 11,85 milioni di km2, cioè il 9,13%).

I paesi a reddito alto e medio-alto hanno in media oltre il 13% del proprio territorio terrestre protetto da riserve e parchi naturali (con i paesi a reddio medio-alto che hanno protetto una maggior percentuale di superficie rispetto ai paesi più ricchi). A sorpresa i paesi a reddito basso hanno una maggior percentuale di territorio protetto (10,59%) rispetto ai paesi a reddito medio-basso (9,53%).

Petrolio, carbone e gas naturale pesano per l’87% dell’energia prodotta mondialmente

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Il petrolio rappresenta la principale fonte energetica primaria e nel 2011 ha prodotto il 33% dal totale dell’energia consumata sul nostro pianeta. Al secondo posto c’è il carbone, che nel 2011 ha prodotto il 30% di tutta l’energia prodotta globalmente, poi il gas naturale, con una quota pari al 24% del totale, l’energia proveniente da fonti rinnovabili, con il 6% del totale proveniente dall’idroelettrico ed il 2% da altre fonti rinnovabili (eolico, solare e fotovoltaico, geotermico, biomasse ed altro), ed infine il 5% del totale proveniente dal nucleare.

Da notare, che i tre combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale), rappresentano l’87% della produzione energetica mondiale.

La Cina è il paese che risparmia di più, sia in termini assoluti che relativi

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Gli ultimi quarant’anni hanno registrato un calo del tasso di risparmio mondiale, passato da circa il 25% del PIL nel 1970 a valori al di sotto del 20% nel 2010.

La Cina è il paese che nel 2010 ha accumulato i maggiori risparmi, pari a 3.063 miliardi di dollari, ovvero il 52% del proprio PIL ed è seguita dagli USA, con 1,678 miliardi di dollari e il Giappone, con 1,167 miliardi di dollari. E’ curioso notare che è la Cina il paese con la maggior percentuale del proprio reddito risparmiato (oltre la metà), mentre gli Stati Uniti, al secondo posto in questa particolare classifica, nel 2010 hanno risparmiato solamente l’11,51% del proprio reddito.

L’Italia è il nono paese al mondo, con 378 miliardi di dollari destinati a consumi ed investimenti futuri, pari cioé al 18,42% del proprio reddito, in linea con gli altri paesi europei sviluppati.