Emissioni industriali di N2O: dominano i paesi emergenti

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Le emissioni di protossido di azoto per il solo settore industriale, nel 2005 sono state pari a 1.142 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 per i paesi a reddito medio-alto (tra cui la Cina e il Brasile), 813 milioni per i paesi a reddito alto, 687 milioni per quelli a reddito medio-basso (tra cui l’India e l’Indonesia) e 209 milioni per i paesi a reddito basso (in gran parte paesi dell’Africa Sub-Sahariana).

Il protossido di azoto (N2O) è un gas serra e quindi responsabile dei cambiamenti climatici in corso.

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Non sempre i più ricchi sono i più virtuosi nella protezione del proprio territorio

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La superficie terrestre protetta è aumentata del 37% rispetto al 1990 (quando il totale delle aree protette nel nostro pianeta era pari a 11,85 milioni di km2, cioè il 9,13%).

I paesi a reddito alto e medio-alto hanno in media oltre il 13% del proprio territorio terrestre protetto da riserve e parchi naturali (con i paesi a reddio medio-alto che hanno protetto una maggior percentuale di superficie rispetto ai paesi più ricchi). A sorpresa i paesi a reddito basso hanno una maggior percentuale di territorio protetto (10,59%) rispetto ai paesi a reddito medio-basso (9,53%).

Il turismo internazionale è un fenomeno in crescita: la Francia la principale destinazione

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Il turismo è un fenomeno in aumento nel mondo; il numero di arrivi è aumentato del 67% in 14 anni passando dai 531 milioni del 1995 ai 923 milioni del 2009.

La maggior parte dei flussi turistici è diretto verso i paesi più ricchi (61% del totale degli arrivi del 2009 negli “High Income”), mentre il 28% è diretto verso i paesi con reddito medio-alto (“Upper middle Income”), il 10% verso i paesi con reddito medio-basso e una quota marginale, il 2% verso i paesi più poveri (“Low Income”).

La prima meta turistica al mondo è la Francia, che nel 2009 ha registrato quasi 79 milioni di arrivi, seguita dagli USA con 55 milioni di arrivi, la Spagna (52 milioni), la Cina (51 milioni) e l’Italia (43 milioni).

Paesi di provenienza: Cina e Hong Kong (109 milioni di partenze nel 2009), Germania (72 milioni), USA (61 milioni), Regno Unito (58 milioni) e Italia (29 milioni).

Col nuovo millennio i paesi in via di sviluppo hanno affermato il proprio ruolo di inquinatori

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Osservando la serie storica delle emissioni di CO2 per fasce di reddito notiamo che fino ai primi anni Settanta, i paesi a reddito alto rappresentavano quasi i 2/3 del totale delle emissioni di anidride carbonica del mondo, ma poi, hanno cominciato a veder calare la loro quota a favore dei paesi a reddito medio-alto (ad esempio la Cina) e medio-basso (ad esempio l’India), che iniziavano a sperimentare lo sviluppo e quindi la crescita economica.

Dal 2000 i paesi a reddito medio-alto hanno iniziato ad aumentare la propria quota di emissioni di anidride carbonica soprattutto grazie all’imponente crescita cinese, per arrivare ad una percentuale di emissioni di CO2 più o meno pari a quella dei paesi a reddito alto (40% contro 41% nel 2008, ma sicuramente già superata ora). Ma occorre comunque notare che analizzando le emissioni di anidride carbonica pro-capite, sono i paesi ricchi sono quelli che inquinano di più (in rapporto alla popolazione).

Le emissioni di CO2 dei paesi ricchi sono più che doppie rispetto agli altri paesi

Diapositiva1I paesi a reddito alto (quelli che hanno un reddito pro-capite annuo pari o superiore ai 12.616 dollari) sono quelli che presentano le più grandi emissioni annue di CO2 per abitante, pari a circa 12 tonnellate, contro le quasi 6 tonnellate dei paesi a reddito medio-alto (ovvero con un reddito pro-capite annuo tra i 4.086 e i 12.615 dollari). Con l’entrata nel nuovo millennio abbiamo assistito ad una forte crescita delle emissioni di CO2 dei paesi a reddito medio-alto (trainati dalla robusta crescita di paesi come Cina, Brasile, Russia o Iran).

Rimangono sotto le 2 tonnellate pro-capite le emissioni dei paesi a reddito medio-basso (tra cui India e Indonesia) e a reddito basso (in prevalenza paesi africani o asiatici).