La continua crescita dell’idroelettrico, soprattutto nei paesi non ancora sviluppati

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La produzione mondiale di energia idroelettrica del 2011 è stata pari a 3.497,9 TWh, proveniente per il 31% dai paesi dell’Asia e del Pacifico, per il 23% da Europa ed Eurasia (di cui il 39% dall’Unione Europea), il 22% da America Latina e Caraibica, il 20% da Nord America ed il 3% dall’Africa.

I paesi non-OCSE rappresentano il 60% della produzione mondiale di energia da idroelettrico. La produzione di energia idroelettrica è aumentata del 35% nell’ultimo decennio (+903 TWh) ed i paesi dell’Asia e del Pacifico hanno contribuito per  il 58% dell’incremento, quelli dell’America Latina e Caraibica per il 25%, mentre il Nord America per il 17% dei 903 TWh di maggior produzione.

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Nei paesi in via di sviluppo nessuna norma protegge dall’inquinamento delle acque

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Considerando l’inquinamento dell’acqua da sostanza organiche provenienti da scarichi fognari, rifuti industriali e agricoli per lavoratore, troviamo nei primi 15 paesi più inquinanti tutti paesi in via di sviluppo, con al primo posto la Moldova, seguita dal Malawi, il Rwanda e Tonga.

Questo dipende dal fatto che nei paesi del Terzo Mondo non ci sono adeguate norme ambientali e i rifiuti civili e industriali vengono liberamente scaricati nelle acque di fiumi, laghi e mari. Da notare che il 70% dei rifiuti di questi paesi va a finire direttamente nell’ambiente secondo l’UNEP. Anche questo è uno dei prezzi da pagare per la globalizzazione, dato che la maggior parte delle imprese dei paesi ricchi delocalizza perché in assenza di norme di tutela ambientale ottiene un gran risparmio in termini di costi.

I paesi ricchi sono anche quelli con il più alto debito pubblico

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Nel 2010 il debito pubblico mondiale è arrivato alla cifra di 41.100 miliardi di dollari, ovvero pari al 69% del PIL mondiale. Nel 2000 il debito pubblico era pari a 16.500 miliardi di dollari, ovvero il 46% del valore dell’economia del globo, per cui abbiamo assistito ad una grande crescita dell’indebitamento degli stati. Solo tra il 2008 ed il 2010, il debito pubblico globale è aumentato di 9.400 miliardi di dollari (ovvero di 13 punti percentuali rispetto al PIL).

I paesi sviluppati (Giappone, Stati Uniti e Europa Occidentale) sono quelli che si sono più indebitati a seguito della crisi dei mutui sub-prime e il fallimento di Lehman Brothers nel 2008.

In India si perde più di 1/4 dell’energia elettrica prodotta nella rete di distribuzione

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In media, nel 2009, l’’8,82% dell’energia elettrica prodotta veniva dispersa nella fase di distribuzione (ovvero lungo la linea elettrica), laddove le perdite più consistenti avvengono nei paesi in via di sviluppo (pari al 26% dell’energia prodotta in India, al 16% in America Latina e Caraibica, al 13% in Medio Oriente e al 12% in Africa), rispetto a quelli sviluppati, con alcune eccezioni come il caso della Cina, che sembra quindi avere un buon sistema di distribuzione elettrico.

Le emissioni di CO2 dei paesi ricchi sono più che doppie rispetto agli altri paesi

Diapositiva1I paesi a reddito alto (quelli che hanno un reddito pro-capite annuo pari o superiore ai 12.616 dollari) sono quelli che presentano le più grandi emissioni annue di CO2 per abitante, pari a circa 12 tonnellate, contro le quasi 6 tonnellate dei paesi a reddito medio-alto (ovvero con un reddito pro-capite annuo tra i 4.086 e i 12.615 dollari). Con l’entrata nel nuovo millennio abbiamo assistito ad una forte crescita delle emissioni di CO2 dei paesi a reddito medio-alto (trainati dalla robusta crescita di paesi come Cina, Brasile, Russia o Iran).

Rimangono sotto le 2 tonnellate pro-capite le emissioni dei paesi a reddito medio-basso (tra cui India e Indonesia) e a reddito basso (in prevalenza paesi africani o asiatici).