Non sempre i più ricchi sono i più virtuosi nella protezione del proprio territorio

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La superficie terrestre protetta è aumentata del 37% rispetto al 1990 (quando il totale delle aree protette nel nostro pianeta era pari a 11,85 milioni di km2, cioè il 9,13%).

I paesi a reddito alto e medio-alto hanno in media oltre il 13% del proprio territorio terrestre protetto da riserve e parchi naturali (con i paesi a reddio medio-alto che hanno protetto una maggior percentuale di superficie rispetto ai paesi più ricchi). A sorpresa i paesi a reddito basso hanno una maggior percentuale di territorio protetto (10,59%) rispetto ai paesi a reddito medio-basso (9,53%).

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Solamente il 9% delle acque territoriali sono protette

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Solamente il 9% circa della acque territoriali dei vari paesi è protetta (una parte veramente piccola se si considera l’immensità di mari e oceani, anche se c’è da dire che questa percentuale è quasi raddoppiata a partire dal 1990.

America Latina e Nord America sono le macro-regionio più virtuose, con il 13% circa delle proprie acque territoriali protette da parchi o riserve, mentre i paesi dell’Asia Meridionale (India, Pakistan, Bangladesh e Maldive) e del Medio Oriente e del Nord Africa sono i meno virtuosi, con il 2% circa della propria superficie protetta.

Solamente l’8% delle foreste primarie sono protette

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Oltre la metà delle foreste primarie è stata distrutta negli ultimi ottant’anni e di questi, la metà negli ultimi trent’anni. Solamente l’8% delle foreste primarie del pianeta sono protette da una legislazione efficace. Le cause di questa distruzione sono la necessità del taglio del legname, ma anche quella di fare spazio a nuovi terreni da dedicare all’allevamento o alla coltivazione della palma da olio (ampiamente impiegata dall’industria della cosmesi e dal quella alimentare), della soia e del mais (per fare mangimi destinati alla crescente popolazione di bovini, suini e pollame, che devono sfamare un mondo sempre più affamato di carne).

Solamente l’8 delle foreste primarie tropicali che si trovano in America Latina sono attualmente protette da una legislazione efficace e questo, nonostante la presenza dell’Amazzonia, la più grande foresta primaria del mondo, dove vivono circa la metà delle specie vegetali e animali del nostro pianeta. Il 55% delle foreste primarie dell’America Latina si trovano in Brasile, mentre 11 paesi le hanno completamente distrutte (Bahamas, Dominica, El Salvador, Guadalupa, Giamaica, Haiti, Martinica, Porto Rico, Trinidad e Tobago, Saint Lucia ed Uruguay). In Patagonia si trova l’altra foresta primaria (non tropicale) della regione (l’82% in Cile e l’8% in Argentina) e può contare su una legislazione che ne protegge quasi un terzo, la percentuale più alta del mondo, ma comunque ancora troppo poco per evitare che nei prossimi anni questi ambienti preziosissimi spariscano del tutto.

In Africa, le foreste primarie si addensano nel “cuore” del continente: il 93% si trova fra R.D. Congo, Congo, Camerun e Gabon. Ne viene protetto l’8,7%.

In Asia Meridionale e nel Pacifico, una delle regioni dove la foresta primaria sta sparendo più in fretta, il 57% delle foreste primarie si trovano fra Indonesia e Papua Nuova Guinea, mentre Bangladesh, Sri Lanka, Taiwan, Fiji, Nuova Caledonia e Pakistan le hanno completamente distrutte. Ne viene protetto il 12%.

In Nord America, le foreste primarie si trovano prevalentemente in Canada (l’84%), mentre il resto è negli Stati Uniti (soprattutto nella regione dell’Alaska (anche gli Usa hanno pagato il prezzo del processo di industrializzazione iniziato a fine Ottocento. Nel Nord America, nonostante sia nato il primo parco dell’epoca moderna (il Parco dello Yellowstone è stato creato nel ) solamente il 6,7% delle foreste primarie vengono protette.

In Europa, quel che rimane delle foreste primarie si trova per il 90% nella Russia Europea, il 3% in Finlandia ed un altro 3% in Svezia, mentre 36 paesi hanno completamente distrutto la propria foresta vergine. Il 15,5% delle foreste primarie dell’Europa vengono protette.

Nell’Asia Settentrionale, il 90% delle ultime foreste primarie si trovano in Russia,  mentre Iran, Kirghizistan, Azerbaigian e le due Coree le hanno completamente distrutte. Solo il 4,4% delle foreste primarie di questa regione sono protette, veramente poco se si vuole sperare di salvare la tigre siberiana, uno degli animali più a rischio d’estinzione al mondo (ne rimangono ancora circa 400 esemplari secondo Greenpeace).

Solamente cinque paesi hanno oltre il 50% delle proprie foreste ancora intatte (quindi considerate foreste primarie), e sono Canada, Guyana, Guyana Francese, Suriname e Perù. Uno dei più gravi problemi arriva dalla frammentazione delle foreste, la cui superficie originale viene divisa in più parti da strade ed insediamenti umani (urbani, agricoli od industriali), perché si rischia di alterarne il clima delle zone di confine.

Più del 12% della superficie terrestre è protetta da parchi o riserve naturali

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La superficie terrestre protetta da parchi o riserve naturali, nel 2009 era pari a 16,2 milioni di km2, ovvero il 12,49% del totale della terre emerse.

Il Brasile è il paese che detiene la maggior parte di superficie terrestre protetta sul totale mondiale, pari al 15% del totale: ovvero 2,37 milioni di km2 (pari al 28% della superficie brasiliana). Segue la Cina con 1,55 milioni di km2 di parchi e riserve naturali, cioè il 10% del totale mondiale (ed il 17% della propria superficie terrestre), la Russia, con 1,48 milioni di km2, pari al 9% delle aree terrestri protette nel mondo (ed il 9% della propria superficie emersa) e gli Stati Uniti con l’8% del totale della superficie terrestre protetta nel mondo, ovvero 1,35 milioni di km2 (cioè il 14,81% della propria superficie terrestre).

Il Venezuela protegge oltre la metà della propria superficie terrestre

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Il Venezuela è il paese con la maggior parte della superficie protetta (avendo quindi costituito un gran numero di parchi e riserve naturali), pari al 53,75% del totale. Tra i paesi “grandi!, seguono poi la Groenlandia e la Germania, rispettivamente con il 40,50% ed il 40,47%.

Considerando invece la superficie marina protetta, troviamo al primo posto la Guinea Bissau, con il 45,82% della superficie marina protetta, ed è seguita da Groenlandia, Germania e Romania, rispettivamente con il 36,52%, il 36,29% ed il 33,24% della propria area marina che è protetta.