L’andamento della produzione di gas naturale dal 1970 per aree geografiche

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In Europa ed Eurasia si estrae il 31,6% della produzione mondiale di gas naturale (di cui il 75% negli ex paesi dell’Unione Sovietica, Russia in testa), in Nord America il 24,8%, in Medio Oriente il 16,1% e nei paesi dell’Asia e del Pacifico il 14,6%.

Stati Uniti e Russia sono i principali produttori al mondo di gas naturale, rispettivamente con 651,3 e 607 miliardi di metri cubi di gas naturale prodotti nel 2011 – ovvero pari a quasi il 40% della produzione mondiale.

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Energia da fonti rinnovabili diverse dall’idroelettrico: gli USA al primo posto

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Gli Stati Uniti sono il maggior produttore al mondo di energia rinnovabile proveniente da fonti differenti dall’idroelettrico (cioé eolico, fotovoltaico, solare, geotermico, eccetera), con 200,1 TWh prodotti nel 2011 (per gli Usa pesano i 121 TWh di produzione eolica, che ne fanno il primo produttore al mondo), seguiti da Germania, con 102,4 TWh prodotti (di cui 46,4 TWh provenienti dall’eolico e 19 TWh da solare e fotovoltaico) e Cina, con 78,3 TWh prodotti, di cui 73,2 TWh provenienti dall’eolico.

Nel 2011 l’Italia era al sesto posto, con 34,1 TWh di energia prodotta (+311% rispetto al 2001).

Il boom dei biocarburanti: ovvero come ottenere energia dai prodotti agricoli

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La produzione mondiale di biocarburanti (vengono utilizzati per produrre energia l’olio di colza, di palma, di soia, ma anche i cereali, la jatropha e altre colture) del 2011, ammonta a 431,46 milioni di barili, con il Nord America che ne ha prodotto il 49,6% (ovvero 214 milioni di barili), seguito da America Latina e Caraibica, con 118 milioni di barili (pari al 27,4%) ed Europa ed Eurasia, con 72 milioni di barili, ovvero il 16,7% del totale.

Dal 2001 al 2011, la produzione mondiale di biocarburanti si è incrementata di quasi sei volte, con gli USA che nehanno prodotto il 48% del totale, seguiti dal Brasile, con il 22,4%.

Anche se la produzione di biocarburanti permette una generale riduzione delle emissioni di CO2 (non si tratta di andare a rompere il ciclo del carbonio, immettendo nell’atmosfera quello che è stato accumulato in milioni di anni nel sottosuolo), è una pratica che presenta molti problemi morali, perché in grado di trasformare le foreste e i campi del pianeta in barili di carburante, portando quindi ad un aumento del prezzo del cibo e mettendo ulteriore pressione sulle foreste del pianeta.

Sono solamente 17 i produttori di uranio nel mondo

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La produzione mondiale di uranio (il combustibile delle centrali nucleari e materia prima necessaria alla produzione di armi nucleari) del 2008 è stata di 44.000 tonnellate.

I paesi produttori di uranio al mondo sono solamente 17 (oltre a quelli presenti nelgGrafico, ci sono anche – in ordine di produzione – India, Romania, Pakistan e Germania) e di questi, 5 non dispongono di reattori nucleari e devono esportare tutto l’uranio estratto (Australia, Kazakistan, Niger, Namibia ed Uzbekistan). I maggiori produttori di energia nucleare (Stati Uniti, Francia, Giappone e Corea del Sud), sono anche quelli maggiormente dipendenti dalle importazioni di uranio dall’estero, nonostante nel processo di fissione si riutilizzi una parte dei rifiuti radioattivi come combustibile per le centrali nucleari.

Canada, Kazakistan e Australia rappresentano il 58% della produzione mondiale di uranio, con una produzione, nel 2008, rispettivamente pari a 9.001, 8.521 e 8.471 tonnellate di uranio. Seguono Namibia (con il 10% dell’intera produzione mondiale), Russia (8% del totale), Niger (con il 7% della produzione mondiale del 2008) e Uzbekistan (con il 5% della produzione mondiale di uranio).

Andamento produzione di petrolio dal 1965 ad oggi per area geografica

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Un terzo del petrolio prodotto mondialmente proviene dal Medio Oriente (dove ci sono paesi come Arabia Sausita, Iraq, Iran), un quinto da Europa ed Eurasia (dove si trovano Russia, Kazakistan e Norvegia) ed il 17% dal Nord America, a fronte di un aumento della produzione mondiale dell’ultimo decennio pari all’11,8%.

A partire dal 1965 si può notare il progressivo aumento della produzione di petrolio di praticamente tutte le regioni (Asia e Pacifico, Africa, Medio Oriente, Europa ed Eurasia e anche America Latina e Caraibica), mentre la produzione è rimasta piuttosto costante per il Nord America (USA e Canada).

I consumi di energia elettrica crescono più velocemente di quelli energetici, trascinati dall’Asia

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Il consumo mondiale di energia elettrica è aumentato del 41% dal 2001 al 2011 (rispetto al + 30% di incremento del consumo di energia per lo stesso periodo), raggiungendo i 22.018 TWh nel 2011.

Nel 2011, il consumo dei paesi OCSE è stato pari al 49% del totale, nel 2001 del 62%. Il 40% dell’energia elettrica è stata consumato nei paesi appartenenti alla regione dell’Asia e del Pacifico (tra cui India e Cina), il 24% in Europa ed Eurasia (tra cui Europa e paesi ex-URSS), il 22% in Nord America, il 6,5% in America Latina e Caraibica, il 4% in Medio Oriente ed il 3% in Africa .

Esplode la produzione di gomma naturale negli ultimi 10 anni, più contenuta quella del tabacco

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Dal 2000 al 2010 si è impennata la produzione mondiale di gomma naturale (prodotta per il 75% dai paesi del Sud-Est asiatico), che è passata da 6,94 milioni di tonnellate a 10,53, registrando un aumento del 52%.

Più lieve l’aumento della produzione mondiale di tabacco nei 10 anni considerati (+6,5%). La Cina è il primo produttore al mondo di tabacco –  con 3 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 42%), seguita da Brasile (con una produzione di 781 mila tonnellate) ed India (con 756 mila tonnellate).

La maggior produzione di tantalio (COLTAN) avviene in Africa, ma le maggiori riserve si trovano in Brasile

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La columbite-tantalite (meglio conosciuto come COLTAN) è il minerale di estrazione primario del tatalio.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Le maggiori riserve di tantalio si trovano in Brasile, dove si stima ce ne siano più di 87.000 tonnellate (pari al 57% del totale mondiale), mentre al secondo posto troviamo l’Australia, con 40.560 tonnellate di riserve di tantalio (pari al 27%), seguite dai paesi africani, con 15.600 tonnellate, ovvero il 10,2% del totale

Son ben 27 le materie prime minerarie per cui la Cina è il principale produttore mondiale

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La Cina gioca un ruolo cruciale nella produzione mondiale della maggior parte dei metalli che vengono utilizzati dal nostro sistema economico. Dei 27 minerali e metalli per cui la Cina è il primo produttore al mondo, in ben nove casi ne produce oltre la metà della produzione mondiale (è il caso di tungsteno, antimonio, bismuto, gallio, germanio, terre rare, fluorite, grafite e magnesite).

La Cina è inoltre il secondo produttore al mondo di bauxite (con il 16% del totale), asbesto (18%), bentonite (25%), diatomite (28%), zolfo (16%), il terzo produttore al mondo di argento (con il 13% del totale), di “feldspar “(12%), caolinio (12%), zirconio (12%), il quarto produttore al mondo di titanio (10% della produzione del 2009) e rame (7%) ed infine il quinto produttore al mondo di litio (7% del totale) e “potash” (10% del totale).

Il cotone è la principale fibra vegetale e la sua produzione è aumentata del 27% negli ultimi 10 anni

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Il cotone è la principale fibra vegetale (rappresenta l’83% della produzione totale di fibre di origine vegetale, fra cui lino, canapa, iuta, eccetera) e la sua produzione è aumentata del 27% dal 2000 al 2010 (contro il 4% delle altre colture destinate a produrre fibre vegetali).

La Cina è il principale produttore al mondo di cotone, con 5,97 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 25% del totale mondiale), seguita dall’India – con 5,7 milioni di tonnellate – e gli Stati Uniti, con il 17% della produzione mondiale.