La globalizzazione e la delocalizzazione dell’industria nei paesi emergenti

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Dal 1970 al 2010 abbiamo assistito ad una generale diminuzione del peso percentuale dell’industria nelle economie dei principali paesi sviluppati (passato dal 35%-45% del 1970 a valori intorno al 20-25% del 2010). Fra i paesi sviluppati, gli Stati Uniti sono il paese in cui il settore secondario pesa meno, seguito dai quattro paesi più importanti d’Europa (Germania, Francia, Regno Unito e Italia) e il Giappone.

Diversamente, i quattro BRIC (Brasile, India, Russia e Cina), hanno registrato un incremento dell’industria nella propria economia negli ultimi decdenni, passata dal 35% circa del PIL del 1970 al 40% circa del 2010.

La diminuzione del peso percentuale del settore industriale nei paesi sviluppati testimonia ciò che è accaduto negli ultimi anni a causa della globalizzazione, ovvero la deindustrializzazione dei paesi ricchi e lo spostamento delle produzioni manifatturiere più inquinanti o dove la manodopera incide di più nei paesi emergenti, dove esiste una legislazione ambientale e di protezione dei diritti dei lavoratori molto più blanda.

 

 

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