Quattro paesi detengono il 61% delle riserve mondiali di gas naturale

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La Russia detiene il 21,4% delle riserve mondiali di gas naturale, pari a 44,6 mila miliardi di m3, mentre al secondo posto c’è l’Iran, con 33,1 mila miliardi di m– ovvero il 15,9% del totale -, con riserve accertate per 25 mila miliardi di m3 e il Qatar, con 25 mila miliardi di m3. Al quarto posto troviamo il Turkmenistan, con 24,3 mila miliardi di m3 di riserve del prezioso combustibile fossile. Questi quattro paesi rappresentano il 61% delle riserve mondiali di gas naturale.

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Ecco dove si trova l’uranio necessario ad azionare le centrali nucleari

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Le riserve mondiali di uranio ammontano a 5.469 mila tonnellate (aggiornate al 2007) e di queste, l’Australia ne detiene la quota maggiore, pari al 23% del totale (pari a 1.243 mila tonnellate), seguita dal Kazakistan, con 817 mila tonnellate (il 15% del totale) e dalla Russia, con 546 mila tonnellate, ovvero il 10% del totale.

Il 40% circa delle riserve mondiali di uranio, si trovano nei paesi dell’OCSE. L’indice R/P mondiale, aggiornato al 2008 (ipotizzando che le riserve mondiali di uranio non siano aumentate dal 2007 al 2008), è pari a 123, ovvero occorrerebbero 123 anni (a partire dal 2008) per esaurire completamente le riserve mondiali di uranio del nostro pianeta, data la produzione di uranio del 2008.

Ricordiamo che la quantità di energia prodotta dal nucleare resta marginale per la nostra società, pari al 5% del totale nel 2011.

Ecco la lista di chi detiene le maggiori riserve di carbone

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Gli Stati Uniti detengono le maggiori riserve di carbone, pari a 237.295 milioni di tonnellate, ovvero il 27,6% del totale mondiale. Seguono la Russia, con 157.010 milioni di tonnellate (il 18,2% del totale), la Cina, con 114.500 milioni di tonnellate (il 13,3% del totale) e l’Australia, con 76.400 milioni di tonnellate. Il carbone è – fra i tre combustibili fossili gas naturale e petrolio – la fonte energetica più abbondante, con l’indice R/P mondiale paria a 112 (il numero di anni che occorrerebbero per esaurire le riserve attualmente estraibili, data l’attuale produzione).

Dato l’attuale tasso di produzione, la Cina è il paese (fra i primi 10 per riserve accertate di carbone) con il più basso indice R/P, pari a 33 – ovvero il numero di anni che occorrono all’esaurimento delle proprie riserve dato l’attuale livello di produzione.

Fra tutte le fonti energetiche il carbone è in assoluto la più inquinante, sia per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica (responsabili dell’aumento dell’effetto serra), che per le più svariate sostanze tossiche: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto, per citarne solo qualcuno.

Solamente il 9% delle acque territoriali sono protette

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Solamente il 9% circa della acque territoriali dei vari paesi è protetta (una parte veramente piccola se si considera l’immensità di mari e oceani, anche se c’è da dire che questa percentuale è quasi raddoppiata a partire dal 1990.

America Latina e Nord America sono le macro-regionio più virtuose, con il 13% circa delle proprie acque territoriali protette da parchi o riserve, mentre i paesi dell’Asia Meridionale (India, Pakistan, Bangladesh e Maldive) e del Medio Oriente e del Nord Africa sono i meno virtuosi, con il 2% circa della propria superficie protetta.

La maggior produzione di tantalio (COLTAN) avviene in Africa, ma le maggiori riserve si trovano in Brasile

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La columbite-tantalite (meglio conosciuto come COLTAN) è il minerale di estrazione primario del tatalio.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Le maggiori riserve di tantalio si trovano in Brasile, dove si stima ce ne siano più di 87.000 tonnellate (pari al 57% del totale mondiale), mentre al secondo posto troviamo l’Australia, con 40.560 tonnellate di riserve di tantalio (pari al 27%), seguite dai paesi africani, con 15.600 tonnellate, ovvero il 10,2% del totale

Ecco dove si trovano le riserve mondiali di terre rare

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Secondo geologi e ingegneri che si occupano di terre rare, non esistono sostituti dei 17 elementi chimici che sono alla base della quasi totalità delle applicazioni tencologiche moderne, e inoltre è quasi impossibile il riutilizzo o il riciclo di essi (l’attuale tasso di riciclo di questi minerali è inferiore all’1%).

Anche se non esistono ancora dati precisi sulle riserve mondiali di terre rare, l’USGS stima per i 17 minerali un dato molto ottimistico: 114 milioni di tonnellate. Di questi, il 17% nei paesi facenti parte il CSI (le ex repubbliche sovietiche, senza considerare gli stati baltici) e l’11% negli Stati Uniti

Produzione e prezzo dei metalli del gruppo del platino – tra i più rari al mondo.

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Per metalli del gruppo del platino, si intendono un gruppo di sei metalli che hanno in comune molte proprietà chimiche – oltre alla rarità ed il conseguente alto prezzo –, ovvero: rutenio, platino, rodio, osmio, palladio ed iridio.

Dopo aver raggiunto il picco della produzione nel 2007 (quando vennero prodotti 511 tonnellate di metalli del gruppo del platino), la produzione è diminuita, principalmente per i notevoli passi avanti nell’efficienza della tecnologia per produrre marmitte catalitiche, che ora richiedono una minor quantità dei preziosi metalli e per la sostituzione del nickel al palladio nell’industria dell’elettronica (in particolare per i cellulari).

Il Sud Africa, oltre ad avere il 75% delle riserve mondiali di platino (secondo le stime del British Geological Survey Statistics), è attualmente il principale produttore del prezioso metallo, con una produzione di 165.835 kg nel 2007 (pari all’80% del totale), seguito dalla Russia, con 23.000 kg, il Canada, con 8.100 kg e lo Zimbabwe, con 5.000 kg. Russia e Sudafrica si spartiscono poco più dell’85% della produzione mondiale di palladio del 2007 (96.800 kg la prima e 86.461 kg il secondo), seguono poi Canada (con 14.100 kg) e Stati Uniti (con 13.312 kg). Il palladio ed il platino contenuti nelle vecchie marmitte catalitiche vengono di norma riciclati (le vecchie marmitte catalitiche vengono fuse ad alte temperature insieme al ferro o al rame, per scindere la parte di platino o palladio).

Negli ultimi dieci anni è esploso il prezzo del tungsteno, uno dei metalli più strategici per il futuro

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La Cina è il paese con le maggiori riserve al mondo di tungsteno (pari al 64% del totale) ed è – anche in questo caso –  il principale produttore al mondo di tungsteno, con una produzione pari all’81% del totale nel 2009. Seguono Canada e Russia (entrambi con il 4% della produzione mondiale).

Anche in questo caso, la domanda cinese di tungsteno (il dragone cinese ne consuma un terzo dell’intera produzione mondiale) ha fatto balzare il prezzo di uno dei metalli più strategici per il futuro (la Commissione Europea lo considera “critico” per l’economia europea, mentre Cina, Russia, Giappone e USA hanno adottato una politica di immagazzinamento a fini precauzionali del prezioso metallo).

In soli cinque anni – dal 2003 al 2008 –, il prezzo del tungsteno (in US$ costanti) è aumentato del 245%, contro un incremento della produzione pari al 32%. Il tungsteno è fra i metalli più riciclati (se ne può recuperare il 98%), a causa del suo elevato valore e delle sue caratteristiche intrinseche.

La Cina detiene i 2/3 delle riserve mondiali di tungsteno, uno dei minerali più strategici per il futuro

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Il tungsteno (o volframio) è un materiale dotato di un’eccezionale densità (simile a quella dell’oro), per questo è caratterizzato da una notevole durezza; è inoltre l’elemento chimico con il più alto punto di fusione (3.422°) dopo il carbonio.  Se aggiunto all’acciaio, ne aumenta notevolmente la durezza e questo lo rende adatto a formare leghe e superleghe (di solito vengono utilizzati nickel, cobalto ed una lega fra nickel e ferro) che vengono utilizzate nell’industria delle costruzioni (ad esempio nella costruzione di grattacieli), nell’industria bellica ed in altre applicazioni industriali (ad esempio per l’estrazione dei minerali, nel taglio dell’acciaio, nei filamenti all’interno delle lampadine elettriche, eccetera).

La Cina è il paese con le maggiori riserve al mondo di tungsteno (pari al 64% del totale) ed è – anche in questo caso –  il principale produttore al mondo di tungsteno, con unaproduzione pari all’81% del totale nel 2009. Seguono Canada e Russia (entrambi con il 4% della produzione mondiale). Anche in questo caso, la domanda cinese di tungsteno (il dragone cinese ne consuma un terzo dell’intera produzione mondiale) ha fatto balzare il prezzo di uno dei metalli più strategici per il futuro.

Più del 12% della superficie terrestre è protetta da parchi o riserve naturali

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La superficie terrestre protetta da parchi o riserve naturali, nel 2009 era pari a 16,2 milioni di km2, ovvero il 12,49% del totale della terre emerse.

Il Brasile è il paese che detiene la maggior parte di superficie terrestre protetta sul totale mondiale, pari al 15% del totale: ovvero 2,37 milioni di km2 (pari al 28% della superficie brasiliana). Segue la Cina con 1,55 milioni di km2 di parchi e riserve naturali, cioè il 10% del totale mondiale (ed il 17% della propria superficie terrestre), la Russia, con 1,48 milioni di km2, pari al 9% delle aree terrestri protette nel mondo (ed il 9% della propria superficie emersa) e gli Stati Uniti con l’8% del totale della superficie terrestre protetta nel mondo, ovvero 1,35 milioni di km2 (cioè il 14,81% della propria superficie terrestre).