Nei paesi in via di sviluppo nessuna norma protegge dall’inquinamento delle acque

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Considerando l’inquinamento dell’acqua da sostanza organiche provenienti da scarichi fognari, rifuti industriali e agricoli per lavoratore, troviamo nei primi 15 paesi più inquinanti tutti paesi in via di sviluppo, con al primo posto la Moldova, seguita dal Malawi, il Rwanda e Tonga.

Questo dipende dal fatto che nei paesi del Terzo Mondo non ci sono adeguate norme ambientali e i rifiuti civili e industriali vengono liberamente scaricati nelle acque di fiumi, laghi e mari. Da notare che il 70% dei rifiuti di questi paesi va a finire direttamente nell’ambiente secondo l’UNEP. Anche questo è uno dei prezzi da pagare per la globalizzazione, dato che la maggior parte delle imprese dei paesi ricchi delocalizza perché in assenza di norme di tutela ambientale ottiene un gran risparmio in termini di costi.

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La maggior produzione di tantalio (COLTAN) avviene in Africa, ma le maggiori riserve si trovano in Brasile

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La columbite-tantalite (meglio conosciuto come COLTAN) è il minerale di estrazione primario del tatalio.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Rwanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Le maggiori riserve di tantalio si trovano in Brasile, dove si stima ce ne siano più di 87.000 tonnellate (pari al 57% del totale mondiale), mentre al secondo posto troviamo l’Australia, con 40.560 tonnellate di riserve di tantalio (pari al 27%), seguite dai paesi africani, con 15.600 tonnellate, ovvero il 10,2% del totale

Il tantalio (uno dei due minerali che compongono il COLTAN) è la causa della terribile situazione in cui versa il Congo

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Il picco della produzione di tantalio è stato raggiunto nel 2004, quando ha raggiunto la cifra di 1.430 tonnellate, a cui è però seguito un declino, principalmente dovuto alla temporanea chiusura delle miniere di Wodgina e Greenbushes in Australia (chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio). Il prezzo di una tonnellata di tantalio ha superato i 500.000 dollari nel 2001.

La domanda di tantalio proviene prevalentemente dall’industria dell’elettronica, dove viene utilizzato soprattutto per produrre i condensatori al tantalio (di ridotte dimensioni e di miglior qualità rispetto a quelli in alluminio), impiegati in tutti i prodotti di consumo portatili (cellulari, computer, elettronica per l’automobile, eccetera).

Ruanda e Repubblica Democratica del Congo hanno prodotto il 60% della produzione mondiale di tantalio del 2009 (ma nel 2002 era l’Australia che ne produceva il 60% dell’intera produzione mondiale). Il Brasile pesa invece per il 20% della produzione mondiale, mentre il resto proviene da Malaysia e Canada.

Tantalio e columbite sono meglio conosciuti come COLTAN, il famoso minerale responsabile della distruzione dell’habitat del gorilla in R.D. Congo, delle terribili condizioni di lavoro in cui i minatori sono costretti a lavorare e della guerra civile nella regione.c


[1] Chiusura temporanea per manutenzione, voluta per contrastare il crollo del prezzo del tantalio a partire dal nuovo millennio).