I paesi del Nord America riforniscono di legumi India e Pakistan

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Il Nord America (USA e Canada) è il principale esportatore al mondo di legumi (la soia non è rientra nel gruppo dei legumi in questo caso, ma nelle colture oleaginose), con quasi 5 milioni tonnellate di export netto nel 2009, seguito dai paesi del Sud-Est asiatico (Indonesia, Filippine, Thailandia, Viet Nam, eccetera), con 1,34 milioni di tonnellate.

L’Asia Meridionale (India, Pakista, Bangladesh), con oltre 5 milioni di tonnellate di import netto, è invece il maggiore importatore netto di legumi. Africa Meridionale e America Caraibica devono importare circa la metà di quanto consumato internamente.

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Sud-Est asiatico e Sud America producono gli oli vegetali (di soia, colza, palma da olio) per tutto il mondo

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Solamente il 23% delle colture oleaginose (soia, semi di girasole, olive, palma da olio, colza, eccetera) vengono commercializzate all’estero e sono destinate per il 77% ad essere trasformate in olio vegetale.

Il principali esportatori netti di oli vegetali sono i paesi del Sud-Est asiatico (nel Borneo si produce la maggior parte dell’olio di palma), con quasi 37 milioni di tonnellate di export netto (pari al 388% del consumo interno), seguono i paesi del Sud America, con 6,8 milioni di esportazioni nette di oli vegetali, pari al 79% del consumo interno.

I maggiori importatori di oli vegetali sono anche in questo caso i paesi dell’Asia Orientale (Cina, Giappone e Corea), con 12,7 milioni di tonnellate di import netto (pari al 38% del fabbisogno interno), ma anche quelli dell’Asia Meridionale (India, Pakistan e Bangladesh), con 12,4 milioni di tonnellate di importazioni nette (ed una dipendenza dall’estero per il 56% dei consumi interni) e dell’Europa Occidentale, con 3,3 milioni di tonnellate di importazioni nette (pari al 28% del fabbisogno interno).

America Caraibica (81% del consumo interno), Africa Orientale (72% del consumo interno) e Nord Africa (69% del consumo interno) sono le regioni più dipendenti dalle importazioni estere di oli vegetali.

La Cina è il paese che esporta più tecnologia, davanti alla Germania e gli USA

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I numeri della Cina emergono anche dall’export di tecnologia (ovvero prodotti con alta intensità di ricerca e sviluppo: quali quelli dell’industria aerospaziale, dei computers, della farmaceutica, o strumenti scientifici e macchine elettriche. I dati di America Latina e Caraibica si riferiscono al 2008, mentre quelli di Africa e Medio Oriente al 2007. Per tigri asiatiche si considerano oltre alle classiche 4 anche le “tigri minori”, ovvero Thailandia, Filippine, Indonesia e Malaysia): 348 miliardi di dollari nel 2009, portando la Cina ad essere il primo paese per questo indicatore (davanti alla Germania con 143 miliardi di dollari di export di tecnologia e gli USA con 141 miliardi di dollari).

A livello di macro-aree, è invece l’Europa (intesa come Unione Europea, Norvegia e Svizzera) quella che ha esportato più tecnologia nel 2009 (558 miliardi). Dopo la Cina, al terzo posto troviamo i paesi del Sud-Est asiatico delle “tigri” (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) insieme a quelli delle così dette “tigri minori”, che insieme hanno contribuito ad un export di tecnologia pari ad un valore di 310 miliardi di dollari.

Caffè, tè e cacao sono le materie agricole più commercializzate: ecco chi esporta e chi importa

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Caffè, tè, cacao, yerba mate e via dicendo, vengono considerati prodotti eccitanti, per le loro particolari qualità di stimolanti. Questi prodotti agricoli sono attualmente la materia prima agricola più commercializzata all’estero (in rapporto ai consumi).

Sud America (con 2,6 milioni di tonnellate), Sud-Est asiatico (con 2,5 milioni di tonnellate) ed Africa Occidentale (con 2 milioni di tonnellate) sono le principali aree geografiche di esportazione di caffè, tè, cacao, etc… Mentre Nord America, Europa Occidentale, Europa Orientale ed Europa Meridionale sono i maggiori importatori di prodotti “eccitanti”, rispettivamente con 2,5, 1,5, 1,2 ed 1,1 milioni di tonnellate

Esplode la produzione di gomma naturale negli ultimi 10 anni, più contenuta quella del tabacco

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Dal 2000 al 2010 si è impennata la produzione mondiale di gomma naturale (prodotta per il 75% dai paesi del Sud-Est asiatico), che è passata da 6,94 milioni di tonnellate a 10,53, registrando un aumento del 52%.

Più lieve l’aumento della produzione mondiale di tabacco nei 10 anni considerati (+6,5%). La Cina è il primo produttore al mondo di tabacco –  con 3 milioni di tonnellate prodotte nel 2010 (pari al 42%), seguita da Brasile (con una produzione di 781 mila tonnellate) ed India (con 756 mila tonnellate).