Il settore industriale consuma quasi la metà dell’energia elettrica

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Il 47% dell’energia elettrica prodotta mondialmente viene assorbita dal settore industriale (in senso lato, in questo caso si comprende anche il settore primario e delle costruzioni), il 28% dal settore residenziale (famiglie e singoli individui), il 23% dal settore commerciale (centri commerciali, uffici, eccetera) e infine solo il 2% dal settore dei trasporti (treni, metropolitante, eccetera).

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Quasi la metà delle emissioni di CO2 provengono dalla produzione di energia elettrica e di calore

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Il 48% delle emissioni mondiali di CO2 mondiali (del 2008) proviene dalla produzione di energia elettrica e di calore (centrali di generazione elettrica ed impianti di generazione di calore), il 21% dall’industria manifatturiera e da quella del cemento (attraverso la combustione di carburanti nei processi produttivi e anche ove vengano utilizzati per auto produrre energia elettrica o calore), il 19% dal settore dei trasporti (aerei, treni, automobili, bus, moto, eccetera), il 10% dai servizi residenziali, commerciali e pubblici (derivanti dalla combustione di carburanti) ed il 2% da altre attività (ad esempio le attività legate ad agricoltura, silvicoltura, pesca, ma anche l’autoproduzione derivante da attività commerciali e residenziali, eccetera).

Per cui, da questi numeri si può afferrare a pieno la principale fonte del problema, ovvero la generazione di energia elettrica (e calore), che da sola rappresenta quasi la metà delle emissioni mondiali di CO2 . L’altro zoccolo duro di emissioni di CO2 proviene dal settore dei trasporti e dall’industria manifatturiera e delle costruzioni (40%).

 

A cosa serve il petrolio: utilizzo finale del greggio

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Il 54% del petrolio consumato globalmente nel 2008 è stato destinato al settore dei trasporti, con il trasporto su gomma (automobili, veicoli commerciali e a due ruote) che pesa per il 76% del totale del petrolio consumato dal settore dei trasporti. A trainare la domanda di petrolio nel settore dei trasporti su strada ci sono automobili e veicoli commerciali. Secondo l’Opec, nel 2008 erano presenti sul nostro pianeta 841 milioni di automobili e 176 milioni di veicoli commerciali, prevalentemente nei paesi sviluppati (OCSE), che detenevano il 69% delle automobili ed il 53% dei veicoli commerciali. Nel 2035, sempre secondo l’Opec, ci saranno nel mondo 441 milioni di veicoli commerciali e 1.660 milioni di automobili, ma “solamente” il 31% dei veicoli commerciali ed il 43% delle automobili saranno nei paesi sviluppati (OCSE). E’ chiaro quindi che il grosso della domanda futura di petrolio proverrà dai paesi in via di sviluppo. L’aviazione (trasporto aereo di merci e passeggeri) assorbe il 6,2% del petrolio consumato mondialmente, il trasporto via mare il 4,5% e il trasporto ferroviario e nelle acqua interne il 2,2%.

La domanda di petrolio del settore petrolchimico (produzione di plastica, fibre sintetiche, gomma sintetica, detergenti, colori, adesivi, insetticidi, prodotti farmaceutici, eccetera) pesa per il 10% dei consumi mondiali del 2008, ed è prevalentemente diretti ai paesi sviluppati, ma anche in questo caso, si prevede che nei prossimi anni, la maggior parte della domanda di petrolio destinata al settore petrolchimico proverrà dai paesi in via di sviluppo, con i paesi OCSE che nel 2035 peseranno per il 44% dei consumi di petrolio del petrolchimico (dal 65% del 2008).

Il 17% del petrolio consumato globalmente viene utilizzato come combustibile per una serie di attività industriali (la produzione di vetro, ceramica, cemento, ferro, acciaio, le produzioni del settore delle costruzioni, del settore minerario, eccetera). Nei paesi sviluppati, l’utilizzo del petrolio da parte di queste industrie è stato gradualmente sostituito (a partire dagli shock petroliferi degli anni Settanta) con il gas naturale e nel 2008, i 2/3 del petrolio consumato a per questo tipo di attività industriali era diretto ai paesi non-OCSE.

Il settore residenziale, commerciale e dei servizi pubblici, agricolo, forestale e della pesca rappresenta l’11% dei consumi del 2008 di petrolio, mentre la produzione di energia elettrica pesa per il 7% dei consumi totali. L’utilizzo del petrolio per produrre energia elettrica ha subito un brusco calo in tutti i paesi che devono ricorrere alle importazioni dall’estero dopo gli alti prezzi degli anni Settanta ed il suo utilizzo futuro, secondo l’Opec, è previsto in calo del 10% dal 2008 al 2035.

Più della metà dell’energia consumata mondialmente serve a mantenere il settore industriale

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Oltre la metà del totale dell’energia che viene consumata annualmente nel nostro pianeta è destinata al settore industriale – inteso in questo caso come industria manifatturiera, agricola, mineraria e delle costruzioni –, che per produrre energia ricorre per il 28,9% ai combustibili liquidi (in prevalenza petrolio e derivati, ma anche biocarburanti e liquidi derivanti dagli idrocarburi – non però gas naturale liquefatto od idrogeno), per il 26%, per il 23% al gas naturale, per il 14,6% all’energia elettrica ed infine per il 7,4% all’energia proveniente da fonti rinnovabili.

Il settore dei trasporti (inteso come trasporto di persone e merci su strada, ferrovia, aria, acqua e gasdotti/oleodotti), assorbe circa il 26% dell’energia consumata mondialmente, proveniente per il 95,2% dai combustibili liquidi e per il 3,7% dal gas naturale.

Il settore residenziale (inteso come consumo di energia da parte di famiglie ed individui) assorbe circa il 14% dell’energia consumata mondialmente, derivante per il 40,2% dal gas naturale (utilizzato per il riscaldamento, per lavarsi e cucinare), per il 31,3% dall’elettricità, il 19% dai combustibili liquidi e per l’8,5% dal carbone.

Il settore commerciale (cioè tutte quelle istituzioni private e pubbliche che forniscono servizi a famiglie, imprese e settore pubblico) pesa per l’8% del totale dell’energia consumata globalmente. Il 50% dell’energia consumata dal settore commerciale proviene dall’energia elettrica, il 29,5% dal gas naturale.

Ecco da quali fonti energetiche dipendono i vari settori dell’economia mondiale

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Il settore dei trasporti (inteso come trasporto di persone e merci su strada, ferrovia, aria, acqua e gasdotti/oleodotti) dipende per il 95,2% dai combustibili liquidi (prodotti derivati dal petrolio e biocombustibili) e per il 3,7% dal gas naturale.

Il settore residenziale (inteso come consumo di energia da parte di famiglie ed individui) deriva il 40,2% dalla propria energia dal gas naturale (utilizzato per il riscaldamento, per lavarsi e cucinare), il 31,3% dall’elettricità, il 19% dai combustibili liquidi e l’8,5% dal carbone.

L’energia necessaria a garantire l’attuale sviluppo a livello mondiale del settore commerciale (cioè tutte quelle istituzioni private e pubbliche che forniscono servizi a famiglie, imprese e settore pubblico) proviene per il 49,1%  dall’energia elettrica, il 29,5% dal gas naturale ed il 16,4% dai combustibili fossili.

Il settore industriale dipende per il 28,9% dai combustibili liquidi, il 26% dal carbone, il 23% dal gas naturale, il 14,6% dall’elettricità ed infine il 7,4% dalle fonti rinnovabili (idroelettrico, geotermico, solare ed eolico).

E’ importante notare che, a livello mondiale, il 52% dell’energia è stata consumata dal settore industriale, il 26% da quello dei trasporti, il 14% dal settore residenziale e l’8% da quello commerciale.