L’aumento del prezzo alla produzione dei prodotti agricoli

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L’andamento dell’indice del prezzo alla produzione per le varie categorie di prodotti agricoli negli Stati Uniti, ha registrato un aumento del 44% per l’intero comparto agricolo (in questo caso non si considerano gli ulteriori aumenti di prezzo dovuti ai vari passaggi della distribuzione fino al supermercato, alla lavorazione e al confezionamento).

L’incremento maggiore è stato registrato dai cereali (grano, mais, orzo, riso, eccetera), il cui prezzo alla produzione è cresciuto del 108% nel periodo consideratro, seguono le colture oleaginose (soia, colza, girasole, eccetera), il cui prezzo è incrementato del 94% e le uova (+46%).

Il forte incremento del prezzo alla produzione delle varie commodity agricole è dovuto all’aumento dei costi (e in particolare del prezzo del petrolio, da cui l’agricoltura industriale dipende completamente, sia per i fertilizzanti che per erbicidi, pesticidi e il carburante) e all’incremento della domanda, trainata dall’affermarsi dei paesi emergenti sulla scena mondiale.

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Nella dieta media di un abitante del pianeta si consumano sempre più oli vegetali, carne e latticini

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La quantità di calorie disponibil per un abitante del nostro pianeta, in meida, nel 2009 erano pari a 2.823 Kcal (considerando anche gli scarti e quanto viene buttato via), provenienti per  il 51% da cereali e tuberi (di cui il  46% dai cereali), il 12% da frutta secca, oli vegetali (olio di soia, olio di oliva, olio di palma, eccetera) e culture oleaginose (ad esempio soia ed olive), il 10% da carne ed uova, l’8% da zuccheri e dolcificanti, il 6% da frutta e verdura, il 5% dal latte e così via.

Rispetto al 2000, è diminuita la quota di cereali e tuberi (prima al 53%) e di dolcificanti e zucchero (prima all’8%), mentre è aumentata la quota delle colture oleaginose, gli oli vegetali e la frutta secca (prima all’11%) e del latte (prima al 4%).

Quello in atto dal 2000 (diminuzione della quota di cereali e tuberi e dolcificanti a fronte di un aumento della quota di grassi vegetali, carne ed uova) è un trend in corso da più decenni a livello mondiale: nel 1980 i cereali e i tuberi pesavano per il 56% dell’apporto calorico medio, colture vegetali, frutta secca ed oli vegetali per il 9%, dolcificanti e zucchero per il 10%, carne ed uova per il 7%.

Cresce l’appetito per i prodotti alimentari di origine animale

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La produzione mondiale di alimenti primari (non ancora trasformati) di origine animale ha raggiunto il picco massimo di 1,084 miliardi di tonnellate nel 2010 (circa sei volte e mezzo meno della produzione mondiale di prodotti alimentari di origine vegetale), con i 2/3 della produzione rappresentato dal latte, il 27% da carne, il 6% da uova e lo 0,13% da miele.

A partire dal nuovo millennio abbiamo assistito ad una maggiore crescita della produzione di alimenti di origine animale (+25%) a causa dell’affermarsi sulla scena mondiale della domanda dei paesi emergenti, che hanno iniziato a modificare la propria dieta a causa del boom economico e quindi a consumare più carne e latticini.


[1] Usato come produzione primaria, si considera la quantità necessaria a produrre i prodotti finali, quali burro, formaggio, etc…