Sono solamente 17 i produttori di uranio nel mondo

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La produzione mondiale di uranio (il combustibile delle centrali nucleari e materia prima necessaria alla produzione di armi nucleari) del 2008 è stata di 44.000 tonnellate.

I paesi produttori di uranio al mondo sono solamente 17 (oltre a quelli presenti nelgGrafico, ci sono anche – in ordine di produzione – India, Romania, Pakistan e Germania) e di questi, 5 non dispongono di reattori nucleari e devono esportare tutto l’uranio estratto (Australia, Kazakistan, Niger, Namibia ed Uzbekistan). I maggiori produttori di energia nucleare (Stati Uniti, Francia, Giappone e Corea del Sud), sono anche quelli maggiormente dipendenti dalle importazioni di uranio dall’estero, nonostante nel processo di fissione si riutilizzi una parte dei rifiuti radioattivi come combustibile per le centrali nucleari.

Canada, Kazakistan e Australia rappresentano il 58% della produzione mondiale di uranio, con una produzione, nel 2008, rispettivamente pari a 9.001, 8.521 e 8.471 tonnellate di uranio. Seguono Namibia (con il 10% dell’intera produzione mondiale), Russia (8% del totale), Niger (con il 7% della produzione mondiale del 2008) e Uzbekistan (con il 5% della produzione mondiale di uranio).

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Ecco dove si trova l’uranio necessario ad azionare le centrali nucleari

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Le riserve mondiali di uranio ammontano a 5.469 mila tonnellate (aggiornate al 2007) e di queste, l’Australia ne detiene la quota maggiore, pari al 23% del totale (pari a 1.243 mila tonnellate), seguita dal Kazakistan, con 817 mila tonnellate (il 15% del totale) e dalla Russia, con 546 mila tonnellate, ovvero il 10% del totale.

Il 40% circa delle riserve mondiali di uranio, si trovano nei paesi dell’OCSE. L’indice R/P mondiale, aggiornato al 2008 (ipotizzando che le riserve mondiali di uranio non siano aumentate dal 2007 al 2008), è pari a 123, ovvero occorrerebbero 123 anni (a partire dal 2008) per esaurire completamente le riserve mondiali di uranio del nostro pianeta, data la produzione di uranio del 2008.

Ricordiamo che la quantità di energia prodotta dal nucleare resta marginale per la nostra società, pari al 5% del totale nel 2011.