Con la meccanizzazione dell’agricoltura e l’urbanizzazione della popolazione crolla la natalità

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La diminuzione del tasso di crescita naturale della popolazione è un processo correlato positivamente con il reddito (all’aumentare del reddito diminuisce la natalità).

Il principale motivo di questo fenomeno è dovuto alla meccanizzazione dell’agricoltura (viene meno il bisogno di avere tante braccia in famiglia) e l’avvento di monocolture estensive in genere destinate all’esportazione (almeno per i paesi in via di sviluppo). Questo fenomeno porta alla fine dell’agricoltura di sussistenza intensiba e alla conseguente migrazione della popolazione dalle campagne alle città.

In città, per motivi che sono economico-sociali (alto costo della vita, scarsità degli spazi, impossibilità di portare i figli al lavoro da parte delle madri, eccetera), ma anche culturali (come ad esempio l’affermarsi dell’individualismo), si assiste alla diminuzione del tasso di natalità della popolazione urbanizzata.

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La popolazione mondiale sarà sempre più urbanizzata

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Dal 1950 al 2010 abbiamo assistito alla crescente urbanizzazione della popolazione mondiale, culminata negli oltre 3.558 milioni di abitanti che vivono in città nel 2011 (pari al 52% del totale).

L’urbanizzazione della popolazione mondiale è destinata a crescere, soprattutto a causa del crescente contributo proveniente dai paesi non ancora completamente sviluppati, che stanno assistendo al fenomeno delle migrazioni di massa all’interno del proprio territorio, con milioni di contadini che sono costretti ad abbandonare le campagne a causa della meccanizzazione dell’agricoltura.

Stiamo però assitendo ad un graduale rallentamento del tasso di crescita dell’urbanizzazione (ora inferiore al 2%), destinato a toccare l’1% entro il 2050, cioè quando oltre i 2/3 dell’intera popolazione mondiale vivrà in città.